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I segnali tipici sono fughe annerite o sgretolate alla base della doccia, piastrelle che suonano vuote o si staccano, odore persistente di umido, battiscopa rigonfi nelle stanze vicine e macchie sul soffitto del piano di sotto. Le cause più comuni sono il silicone deteriorato, la piletta che non tiene e le fughe non impermeabili. Con alcune prove semplici si capisce se l’acqua passa dal piatto o dalle tubazioni, poi la ricerca strumentale individua il punto preciso.
La doccia è il punto del bagno in cui passa più acqua, per più tempo, con più pressione su superfici e giunzioni. È anche il punto in cui una perdita può restare invisibile più a lungo: l’acqua che sfugge dal piatto non gocciola in bagno, ma scende nel massetto e si sposta.
Accorgersene presto fa una differenza enorme: una perdita scoperta dopo poche settimane si risolve rifacendo un silicone o una piletta; una perdita scoperta dopo mesi può richiedere il rifacimento del massetto e dei rivestimenti.
I segnali, dentro e fuori dal bagno
Nel box doccia
- Silicone annerito, staccato o crepato lungo il bordo del piatto e agli angoli.
- Fughe scure o sgretolate alla base delle pareti.
- Muffa che ritorna rapidamente dopo la pulizia, sempre negli stessi punti.
- Piastrelle che suonano vuote battendole leggermente, o che si muovono.
- Piatto doccia che si muove o scricchiola sotto il peso.
- Acqua che ristagna negli angoli invece di defluire.
Fuori dal box
- Pavimento del bagno con fughe scure vicino alla doccia.
- Battiscopa rigonfi o staccati nelle stanze confinanti con il bagno.
- Parquet che si imbarca vicino alla parete della doccia.
- Intonaco che si sfarina o pittura che si solleva sul lato opposto del muro della doccia.
- Odore di umido o di muffa persistente, anche con il bagno ben ventilato.
Al piano di sotto
- Macchie sul soffitto del bagno o delle stanze sottostanti.
- Macchie che si allargano dopo le docce e si asciugano parzialmente nei giorni in cui la doccia non si usa.
- Gocciolamenti dal soffitto o dai punti luce, nei casi più avanzati (perdita dal piano di sopra).
Le cause più frequenti
Il silicone
È la causa numero uno. Il silicone sigilla la giunzione tra piatto doccia e rivestimento, che è anche il punto più sollecitato: il piatto si muove leggermente sotto il peso, l’acqua calda e i detergenti aggrediscono il materiale, la muffa lo colonizza. Dopo alcuni anni il silicone si stacca in un punto e l’acqua scorre dietro il piatto.
Le fughe delle piastrelle
Le fughe cementizie tradizionali non sono impermeabili: assorbono acqua. Se sotto il rivestimento non c’è una guaina impermeabilizzante, l’acqua che attraversa le fughe raggiunge il sottofondo.
Nelle docce a filo pavimento, dove il rivestimento sostituisce il piatto, l’impermeabilizzazione sotto le piastrelle è indispensabile: se manca o è stata posata male, le infiltrazioni sono quasi certe.
La piletta
La piletta è il punto in cui il piatto si collega allo scarico. La tenuta è affidata a guarnizioni che, con il tempo, si induriscono. Una piletta che non tiene fa passare acqua a ogni doccia, direttamente nel massetto sotto il piatto.
Il raccordo di scarico
Il tubo che collega la piletta allo scarico a pavimento può sfilarsi, soprattutto se il piatto si è mosso o se è stato posato senza un supporto stabile.
Il miscelatore e le tubazioni incassate
Il miscelatore da incasso e i raccordi dietro la parete possono perdere anche quando la doccia non è in uso, perché sono sotto pressione. Il segnale: umidità che compare senza docce e contatore che gira a rubinetti chiusi (come usare il contatore).
Il piatto doccia fessurato
Più raro, ma possibile nei piatti in materiali compositi o acrilici posati senza un appoggio uniforme: con il tempo si forma una crepa, spesso vicino alla piletta.
Le prove che puoi fare
Queste verifiche aiutano a capire da dove passa l’acqua prima di chiamare il tecnico, e rendono l’intervento più rapido.
Prova 1: il contatore
Chiudi tutti i rubinetti, annota la lettura del contatore e non usare acqua per due ore. Se il valore cambia, c’è una perdita sulle tubazioni in pressione: miscelatore, raccordi incassati, tubi. Se non cambia, la perdita riguarda gli scarichi o le superfici e si manifesta solo durante l’uso.
Prova 2: il piatto senza pareti
Con il doccino in mano, bagna solo il piatto, indirizzando il getto verso la piletta, per una decina di minuti. Evita di bagnare pareti e silicone. Dopo qualche ora controlla il soffitto sottostante o i punti umidi.
- Compaiono segni → probabile problema di piletta, raccordo o piatto.
Prova 3: le pareti
Nei giorni successivi, a zona asciutta, bagna solo le pareti e la giunzione con il piatto, senza indirizzare acqua nella piletta (puoi tappare temporaneamente lo scarico e raccogliere l’acqua con un secchio, se serve).
- Compaiono segni → probabile problema di silicone o fughe.
Prova 4: il colorante
Versa un colorante alimentare nell’acqua del piatto, con la piletta tappata, e lascia agire. Il tecnico può poi verificare dove compare il colore, per esempio da un’ispezione o dal soffitto sottostante.
Prova 5: la termocamera (per il tecnico)
Dopo una doccia con acqua calda, la termocamera mostra le zone del pavimento e delle pareti in cui l’acqua calda si è infiltrata, disegnando una traccia termica ben riconoscibile (ricerca perdite).
Le soluzioni
Rifare il silicone
Se il problema è il silicone, la riparazione è semplice ed economica, a patto di farla bene:
- rimuovere completamente il vecchio silicone, con un raschietto e un prodotto specifico per i residui;
- pulire e sgrassare la giunzione;
- eliminare la muffa con un prodotto adatto e lasciare asciugare a fondo, anche per 24 ore;
- applicare un silicone sanitario antimuffa in un cordone continuo;
- lisciare e non usare la doccia per il tempo indicato dal produttore.
Il silicone steso sopra quello vecchio, o su una superficie umida, non aderisce e si stacca in poche settimane.
Sostituire la piletta
Se la piletta non tiene, va sostituita. Nei piatti tradizionali l’operazione è possibile senza rimuovere il piatto in molti casi; in altri serve sollevare il piatto o accedere da sotto.
Rifare le fughe o impermeabilizzare
Per le fughe deteriorate si può procedere con la rimozione e il rifacimento con materiali idonei, eventualmente epossidici, più resistenti all’acqua. Se però manca l’impermeabilizzazione sotto il rivestimento, rifare le fughe non basta: la soluzione definitiva è il rifacimento della doccia con una guaina adeguata.
Riparare le tubazioni incassate
Individuato il punto con la ricerca strumentale, si apre il minimo indispensabile per sostituire il raccordo o il tratto danneggiato.
Sostituire il piatto doccia
Se il piatto è fessurato o si muove, va sostituito posandolo su un appoggio uniforme e stabile, con piletta e raccordi nuovi (perdita in bagno).
Le situazioni che vediamo più spesso
Il silicone "rifatto sopra". Macchia al piano di sotto dopo le docce. Il silicone era stato rinnovato l’anno prima, stendendo un nuovo cordone sopra quello vecchio. Rimosso tutto e rifatto correttamente, la perdita si è fermata.
La doccia a filo pavimento senza guaina. Doccia moderna, bellissima, realizzata con piastrelle a pavimento e canalina. Nessuna impermeabilizzazione sotto il rivestimento. Dopo due anni, il parquet della camera accanto ha iniziato a sollevarsi.
La piletta con la guarnizione indurita. Nessun segno in bagno, alone sul soffitto sottostante proprio sotto la piletta. La prova "solo piatto" ha dato esito positivo in pochi minuti.
Il miscelatore incassato. Parete del corridoio umida anche nei giorni senza docce, contatore che girava a rubinetti chiusi. Il raccordo dell’acqua calda del miscelatore incassato perdeva.
Cosa non fare
- Non stendere silicone nuovo sopra quello vecchio.
- Non limitarti a coprire la muffa con prodotti o vernici: se torna sempre negli stessi punti, c’è acqua che passa.
- Non ignorare le fughe scure alla base della doccia.
- Non tinteggiare il soffitto sottostante prima di aver risolto e atteso l’asciugatura.
- Non demolire a tentativi: la ricerca strumentale costa meno delle piastrelle rotte inutilmente.
Preventivo: come funziona
Tempi, materiali e complessità cambiano molto da un caso all’altro. Contattaci al telefono o su WhatsApp con una breve descrizione e qualche foto: così possiamo darti un preventivo sul tuo caso.
Tra i lavori che eseguiamo più spesso per questo problema:
- Rifacimento silicone del box doccia
- Sostituzione piletta
- Rifacimento fughe della doccia
- Ricerca perdita strumentale
- Sostituzione piatto doccia con ripristini
- Rifacimento doccia con impermeabilizzazione
Approfondisci: preventivo idraulico.
Domande frequenti
Ogni quanto va rifatto il silicone della doccia?
Dipende dalla qualità del prodotto e dall’uso: quando si annerisce in profondità, si stacca o si crepa. In molti bagni succede ogni pochi anni.
La muffa sul silicone indica una perdita?
Non necessariamente: può essere solo superficiale. Ma se il silicone è staccato o la muffa ritorna subito, l’acqua può passare dietro.
Posso usare la doccia se sospetto una perdita?
Per brevi periodi, riducendo al minimo l’uso, sì. Ma ogni doccia bagna il massetto: conviene fare le prove e intervenire in tempi brevi.
La perdita della doccia può danneggiare il vicino?
Sì, è una delle cause più comuni di macchie sui soffitti degli appartamenti sottostanti. Se il vicino segnala un problema, collabora alle verifiche.
Le fughe epossidiche risolvono le infiltrazioni?
Sono molto più resistenti all’acqua di quelle cementizie, ma non sostituiscono l’impermeabilizzazione sotto il rivestimento, se manca.
Il bagno nuovo perde già: è in garanzia?
I lavori eseguiti da un’impresa sono coperti da garanzia secondo le norme applicabili. Documenta il problema e contatta subito chi ha eseguito i lavori.
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