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Magnetotermico e differenziale: che differenza c’è

Nel quadro elettrico di casa ci sono interruttori che sembrano tutti uguali. Non lo sono: proteggono da pericoli diversi, e quando uno di loro scatta ti sta dicendo una cosa precisa.

  • 7 minuti di lettura
  • Aggiornato il 13 settembre 2026
Silvano, tecnico di pronto intervento a Torino
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Indice dei contenuti
  1. Il magnetotermico: protegge l’impianto
  2. Il differenziale: protegge le persone
  3. Il magnetotermico differenziale: due in uno
  4. Tabella di confronto
  5. I tipi di differenziale: AC, A, F, B
  6. Selettività: perché si spegne tutta la casa
  7. Il tasto "T": a cosa serve e quando premerlo
  8. Cosa non fare mai
  9. Quando chiamare l’elettricista
  10. Come ottenere un preventivo
  11. Domande frequenti

Il magnetotermico protegge i cavi da sovraccarichi e cortocircuiti: interviene quando passa troppa corrente. Il differenziale (il "salvavita") protegge le persone: interviene quando una parte della corrente si disperde verso terra, per esempio attraverso il corpo di chi tocca un apparecchio guasto. Il differenziale si riconosce dal tasto "T" di prova.

Chiunque abbia aperto lo sportello del quadro elettrico durante un blackout conosce la scena: una fila di levette tutte simili, qualche scritta incomprensibile, e la domanda "quale devo alzare?".

Capire la differenza tra i due dispositivi principali non serve solo a riarmare la corrente. Serve a capire cosa è successo, e quindi se il problema si risolve da solo o richiede un tecnico.

Il magnetotermico: protegge l’impianto

A cosa serve

Ogni cavo elettrico può trasportare una quantità massima di corrente senza surriscaldarsi. Oltre quel limite, l’isolante si degrada, e in casi estremi può fondere e innescare un incendio.

Il magnetotermico è il dispositivo che impedisce che questo accada. Contiene due protezioni in una, da cui il nome.

La protezione termica interviene contro i sovraccarichi: quando la corrente supera il valore nominale per un certo tempo. Il meccanismo è una lamina bimetallica che si scalda e si piega, sganciando l’interruttore. È una protezione lenta: un sovraccarico leggero può richiedere minuti per farla intervenire, uno forte pochi secondi.

La protezione magnetica interviene contro i cortocircuiti: quando la corrente sale di colpo a valori molto elevati. Il meccanismo è una bobina che, attraversata da una corrente intensa, genera un campo magnetico che sgancia l’interruttore in pochi millesimi di secondo.

Come si riconosce

  • Nessun tasto di prova.
  • Una sigla come C10, C16, C20: la lettera indica la curva di intervento, il numero la corrente nominale in ampere.
  • Di solito è largo un modulo (circa 1,8 cm) per le versioni più compatte, o due moduli.

Quando scatta, cosa significa

Sovraccarico: su quella linea sono collegati troppi apparecchi contemporaneamente. Il forno, la lavastoviglie e il bollitore sulla stessa linea della cucina, per esempio.

Cortocircuito: da qualche parte i conduttori si sono toccati. Un cavo danneggiato, una presa bruciata, un elettrodomestico guasto, una lampadina che esplode (cortocircuito).

Un modo pratico per distinguerli: se riarmi e regge finché non accendi di nuovo gli stessi apparecchi, era un sovraccarico. Se riscatta immediatamente, anche con tutto spento, c’è un cortocircuito.

Il differenziale: protegge le persone

A cosa serve

Il differenziale misura continuamente la corrente che entra in un circuito attraverso la fase e quella che esce attraverso il neutro. In un impianto sano, i due valori sono identici.

Se c’è una differenza, significa che una parte della corrente ha trovato un’altra strada verso terra: un isolamento danneggiato, un elettrodomestico con una dispersione verso la carcassa metallica, oppure (ed è il caso che giustifica il soprannome) il corpo di una persona.

Quando la differenza supera la soglia impostata, il differenziale interrompe il circuito in una frazione di secondo.

Negli impianti domestici la soglia tipica è 30 milliampere (0,03 A): un valore scelto perché interviene prima che la corrente attraverso il corpo umano possa causare conseguenze gravi nella maggior parte delle situazioni.

Come si riconosce

  • Ha il tasto "T" (test) di prova.
  • Riporta la dicitura IΔn seguita dalla sensibilità, per esempio 0,03 A o 30 mA.
  • È in genere largo due moduli o più.

Quando scatta, cosa significa

C’è una dispersione verso terra da qualche parte, sulla porzione di impianto che protegge. Le cause più comuni:

  • umidità in scatole di derivazione, prese esterne, punti luce di balconi e giardini;
  • elettrodomestici con resistenze degradate: lavatrice, lavastoviglie, forno, scaldabagno;
  • cavi danneggiati o con isolamento invecchiato;
  • infiltrazioni d’acqua nelle pareti o nei soffitti.

La procedura per individuare la causa è descritta nel dettaglio nella guida sul salvavita che scatta.

Il magnetotermico differenziale: due in uno

Esiste anche un dispositivo che combina le due funzioni nello stesso involucro: il magnetotermico differenziale.

Si riconosce perché ha sia il tasto "T" sia la sigla della corrente nominale (per esempio C16) e la sensibilità differenziale (IΔn 0,03 A).

È molto usato come interruttore generale negli appartamenti e per proteggere singole linee con un unico dispositivo. Il limite è che, quando scatta, non sai subito se l’intervento è stato per sovraccarico, cortocircuito o dispersione: alcuni modelli hanno un indicatore che segnala l’intervento differenziale, altri no.

Tabella di confronto

MagnetotermicoDifferenziale
ProteggeCavi e impiantoPersone
Interviene perSovraccarico, cortocircuitoDispersione verso terra
Tasto di prova "T"No
Dicitura tipicaC10, C16, C20IΔn 0,03 A
Protegge da incendi dei caviSolo in parte (dispersioni)
Protegge dalla folgorazioneNo

I tipi di differenziale: AC, A, F, B

Sulla parte frontale del differenziale c’è anche un simbolo che indica la tipologia, cioè quali forme di corrente di dispersione è in grado di rilevare.

Tipo AC. Rileva le dispersioni in corrente alternata sinusoidale. È stato a lungo lo standard negli impianti domestici.

Tipo A. Rileva anche le dispersioni con componenti pulsanti unidirezionali, tipiche degli apparecchi con elettronica: lavatrici moderne, piani a induzione, climatizzatori inverter, pompe di calore. Negli impianti attuali è la scelta raccomandata, e in molti casi è quella richiesta dalle norme tecniche e dai produttori degli apparecchi.

Tipo F. Pensato per apparecchi con inverter monofase, offre una migliore resistenza agli scatti intempestivi.

Tipo B. Rileva anche le dispersioni in corrente continua pura: è richiesto per esempio in alcune installazioni di ricarica dei veicoli elettrici e di impianti fotovoltaici, secondo le indicazioni del produttore.

Se il tuo impianto ha ancora un differenziale di tipo AC e in casa ci sono molti elettrodomestici elettronici, vale la pena farlo valutare da un elettricista.

Selettività: perché si spegne tutta la casa

In molti impianti datati c’è un solo differenziale a protezione di tutta la casa. Il risultato è che una piccola dispersione sulla presa del balcone spegne anche il frigorifero, la caldaia e le luci.

Un impianto ben progettato divide la casa in più circuiti, ciascuno con il proprio differenziale, e utilizza a monte dispositivi selettivi (contrassegnati con la lettera "S"), che intervengono con un leggero ritardo. In questo modo, quando c’è un guasto, si spegne solo la zona interessata.

È uno degli interventi più utili quando si rinnova il quadro elettrico (quadro elettrico).

Il tasto "T": a cosa serve e quando premerlo

Il tasto di prova simula una dispersione: premendolo, il differenziale deve scattare immediatamente. Serve a verificare che il meccanismo funzioni.

Molti produttori consigliano di premerlo periodicamente: con cadenza mensile o, al minimo, ogni sei mesi. È un gesto che richiede pochi secondi, ma che nella pratica quasi nessuno fa.

Se premendo il tasto il differenziale non scatta, il dispositivo è guasto e non ti sta proteggendo. Va sostituito senza rimandare.

Un’avvertenza pratica: premere il tasto spegne tutto ciò che è collegato a valle. Prima, salva il lavoro al computer, ricorda che dovrai reimpostare orologi e timer, e verifica che non ci siano apparecchi che non tollerano spegnimenti improvvisi.

Cosa non fare mai

Non sostituire un magnetotermico con uno di taglia maggiore perché "scatta troppo spesso". Il magnetotermico è dimensionato sul cavo: aumentarne la taglia significa lasciare il cavo senza protezione.

Non escludere il differenziale perché scatta. Sta segnalando un problema reale: toglierlo significa rinunciare alla protezione contro la folgorazione.

Non tenere alzata la levetta mentre scatta: i dispositivi sono progettati per sganciare anche in quella condizione, ma forzarli è inutile e pericoloso.

Non riarmare ripetutamente un magnetotermico che scatta subito: c’è un cortocircuito, e ogni riarmo lo sollecita di nuovo.

Quando chiamare l’elettricista

  • Il magnetotermico riscatta immediatamente anche con tutto spento.
  • Il differenziale non si riarma o scatta senza causa apparente.
  • Premendo il tasto "T" il differenziale non scatta.
  • Senti odore di bruciato dal quadro o vedi segni di annerimento.
  • Gli interruttori scaldano al tatto.
  • Il quadro non ha differenziale o ha dispositivi molto datati.
  • Vuoi suddividere l’impianto in più circuiti protetti.

Come ottenere un preventivo

I costi includono il dispositivo di qualità standard e la manodopera.

Tempi, materiali e complessità cambiano molto da un caso all’altro. Contattaci al telefono o su WhatsApp con una breve descrizione e qualche foto: così possiamo darti un preventivo sul tuo caso.

Gli interventi che capitano più spesso:

  • Sostituzione magnetotermico
  • Sostituzione differenziale
  • Sostituzione magnetotermico differenziale
  • Aggiunta di un differenziale di zona
  • Rifacimento quadro con più circuiti

Domande frequenti

Il salvavita è il magnetotermico o il differenziale?

Il "salvavita" è il differenziale. Il nome deriva da un marchio commerciale diventato di uso comune, ed è riferito proprio alla protezione delle persone dalla folgorazione.

Il differenziale protegge anche dal sovraccarico?

No, a meno che non sia un magnetotermico differenziale. Un differenziale "puro" va sempre abbinato a un magnetotermico.

Perché nel mio quadro c’è un solo interruttore?

Negli impianti molto datati è frequente. Significa che tutta la casa è protetta da un unico dispositivo: è una configurazione che conviene aggiornare.

Cosa significa C16?

Che il magnetotermico ha una corrente nominale di 16 ampere e una curva di intervento di tipo C, la più diffusa negli impianti domestici.

Un differenziale può guastarsi senza che me ne accorga?

Sì: può smettere di intervenire senza dare alcun segnale. È per questo che il tasto di prova va premuto periodicamente.

Posso sostituire da solo un interruttore del quadro?

Sconsigliato: il lavoro sul quadro richiede competenze e strumenti per operare in sicurezza e verificare il corretto dimensionamento dei dispositivi.

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