Guida · Impianti elettrici

Impianto elettrico e pompa di calore: cosa verificare prima

Una pompa di calore sposta sull’elettricità una parte importante dei consumi di casa: riscaldamento, raffrescamento, a volte l’acqua calda. L’apparecchio viene dimensionato con attenzione, ma l’impianto elettrico che deve alimentarlo resta spesso quello di sempre. Ed è lì che nascono blackout, salvavita che scattano e cavi che scaldano.

  • 8 minuti di lettura
  • Aggiornato il 13 settembre 2026
Silvano, tecnico di pronto intervento a Torino
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Indice dei contenuti
  1. 1. La potenza del contatore
  2. 2. Una linea dedicata dal quadro
  3. 3. Il differenziale giusto
  4. 4. L’unità esterna
  5. 5. Quadro elettrico e messa a terra
  6. Monofase o trifase?
  7. Pompa di calore e fotovoltaico
  8. Chi fa cosa
  9. I problemi più frequenti dopo l’installazione
  10. Le situazioni che vediamo più spesso
  11. Come ottenere un preventivo
  12. Domande frequenti

Prima di installare una pompa di calore conviene verificare cinque cose: la potenza del contatore, confrontata con l’assorbimento elettrico dell’apparecchio e con gli altri carichi che funzionano insieme; una linea dedicata dal quadro, con cavo di sezione adeguata e interruttore magnetotermico proprio; un differenziale del tipo richiesto dal costruttore, perché gli apparecchi con inverter possono generare correnti di dispersione particolari; il collegamento dell’unità esterna, con cavi adatti all’esterno e sezionatore vicino all’apparecchio quando previsto; lo stato del quadro elettrico e della messa a terra. Le unità più grandi possono richiedere un’alimentazione trifase. Coordinare elettricista e installatore evita sorprese al primo inverno.

Una pompa di calore non produce calore bruciando un combustibile: lo trasferisce dall’aria esterna, dal terreno o dall’acqua all’interno della casa, usando un compressore alimentato a elettricità. Per ogni unità di energia elettrica consumata fornisce più unità di calore: è questo il motivo della sua efficienza.

Resta però un apparecchio che assorbe potenza elettrica, in modo continuo nelle giornate fredde, e che si aggiunge a forno, piano a induzione, lavatrice, boiler e a tutto il resto.

Le tipologie più comuni:

  • aria-aria: i climatizzatori con split, spesso usati anche per riscaldare;
  • aria-acqua: alimentano radiatori, pavimento radiante o ventilconvettori, e spesso producono anche acqua calda sanitaria;
  • sistemi ibridi: pompa di calore abbinata a una caldaia;
  • scaldabagni a pompa di calore, dedicati all’acqua calda.

1. La potenza del contatore

La prima verifica riguarda il contratto: con 3 kW di potenza impegnata, una pompa di calore che funziona insieme al forno o al piano a induzione può far staccare il contatore proprio all’ora di cena (contatore da 3 kW o 4,5 kW).

Potenza termica e potenza elettrica

Nella scheda tecnica compaiono due valori da non confondere:

  • la potenza termica, cioè il calore che l’apparecchio fornisce;
  • la potenza elettrica assorbita, cioè quanto preleva dalla rete: è questa che conta per il contatore.

L’assorbimento non è costante: aumenta nelle giornate più fredde, all’avvio, durante la produzione di acqua calda e, soprattutto, quando interviene la resistenza elettrica integrativa che molti modelli usano come supporto nei momenti di picco o per i cicli antilegionella.

Il calcolo pratico

Somma l’assorbimento massimo della pompa di calore, resistenza compresa, a quello degli apparecchi che usi normalmente nello stesso momento: piano cottura, forno, lavastoviglie, asciugacapelli. Se il totale supera la potenza disponibile, le strade sono due:

  • aumentare la potenza del contratto, con una richiesta al proprio venditore di energia;
  • gestire i carichi, con un dispositivo che limita o posticipa gli apparecchi meno urgenti quando il consumo si avvicina al limite.

Molte pompe di calore permettono inoltre di limitare l’uso della resistenza integrativa o di programmarla nelle fasce in cui gli altri consumi sono bassi.

2. Una linea dedicata dal quadro

Una pompa di calore per il riscaldamento non va collegata a una presa qualsiasi o a una linea che alimenta già altre utenze. Serve una linea dedicata, che parte dal quadro elettrico e arriva all’apparecchio, con:

  • cavo di sezione adeguata alla corrente assorbita e alla lunghezza del percorso: sulle distanze lunghe la sezione aumenta, per contenere la caduta di tensione;
  • interruttore magnetotermico dedicato, con taratura e caratteristiche indicate dal costruttore;
  • protezione differenziale adatta, come vedremo;
  • percorso protetto, in tubazioni o canaline idonee.

Anche per i climatizzatori più piccoli vale la stessa regola: seguire le istruzioni del costruttore e verificare che la linea sia adeguata (il condizionatore fa saltare la corrente).

3. Il differenziale giusto

Le pompe di calore moderne usano quasi sempre la tecnologia inverter, che regola la velocità del compressore per adattarsi alla richiesta. L’elettronica degli inverter può generare correnti di dispersione con componenti che i differenziali più semplici non gestiscono bene.

Le conseguenze possibili:

  • scatti intempestivi del salvavita, senza un guasto reale;
  • in casi particolari, una protezione meno efficace di quanto previsto.

Per questo i costruttori indicano nei manuali il tipo di differenziale da utilizzare: spesso almeno di tipo A, a volte di tipo F o B per alcuni apparecchi. I vecchi differenziali di tipo AC, ancora presenti in molte case, possono non essere adatti.

Una buona pratica è installare un differenziale dedicato alla linea della pompa di calore: se interviene, non spegne tutta la casa, e un problema dell’apparecchio non lascia al buio frigorifero e luci (magnetotermico e differenziale).

4. L’unità esterna

L’unità esterna è esposta a pioggia, sole, gelo e condensa. Il collegamento elettrico deve tenerne conto:

  • cavi adatti alla posa esterna e ai raggi ultravioletti, oppure protetti in tubazioni idonee;
  • scatole di derivazione stagne, con pressacavi ben serrati;
  • un sezionatore vicino all’unità esterna, quando previsto dal costruttore o dalle norme, per togliere tensione in sicurezza durante la manutenzione;
  • collegamento a terra efficiente;
  • percorso dei cavi lontano dallo scarico della condensa, che d’inverno può gelare e gocciolare.

Un collegamento esterno eseguito male è una delle cause più frequenti del salvavita che scatta quando piove (salvavita e pioggia).

Il collegamento tra unità esterna e interna

Oltre all’alimentazione, tra le due unità passano i cavi di comunicazione o di comando, e a volte quelli delle sonde di temperatura. Vanno posati secondo le indicazioni del costruttore, spesso separati dai cavi di potenza, per evitare disturbi che si manifestano con errori e blocchi difficili da interpretare.

5. Quadro elettrico e messa a terra

L’installazione di una nuova linea è l’occasione per guardare il quadro con occhio critico:

  • c’è spazio per i nuovi interruttori?
  • il quadro è in buono stato, senza segni di surriscaldamento?
  • l’impianto è suddiviso in più linee, ciascuna con le proprie protezioni?
  • i differenziali esistenti sono del tipo adatto?

Nei quadri datati può convenire un adeguamento complessivo, invece di aggiungere moduli in un contenitore già pieno (quadro elettrico vecchio).

La messa a terra deve essere efficiente: la pompa di calore ha parti metalliche accessibili e circuiti con acqua, e la sicurezza delle persone dipende anche dal buon funzionamento dell’impianto di terra (messa a terra).

Monofase o trifase?

La maggior parte delle pompe di calore residenziali funziona con alimentazione monofase, quella normale delle abitazioni. Alcune unità di potenza maggiore, tipiche di ville e case grandi, sono disponibili o richieste in versione trifase.

La scelta va fatta prima di acquistare l’apparecchio, valutando:

  • la potenza necessaria;
  • la fornitura disponibile e l’eventuale richiesta di passaggio al trifase;
  • gli altri carichi importanti, come la ricarica dell’auto elettrica;
  • i costi di adeguamento dell’impianto.

Pompa di calore e fotovoltaico

Con un impianto fotovoltaico, la pompa di calore può usare l’energia prodotta di giorno:

  • programmando il riscaldamento e la produzione di acqua calda nelle ore di sole;
  • sfruttando l’accumulo termico del bollitore e, dove presente, del pavimento radiante;
  • usando gli ingressi di comando previsti da molti modelli per aumentare i consumi quando c’è produzione in eccesso.

Ricorda che, in caso di blackout, un fotovoltaico tradizionale senza sistema di backup si spegne: la pompa di calore resta ferma come il resto della casa (fotovoltaico e blackout).

Chi fa cosa

Nell’installazione di una pompa di calore lavorano spesso più figure:

  • l’installatore dell’apparecchio, che si occupa del circuito del refrigerante (attività per cui sono previste specifiche certificazioni) e dei collegamenti idraulici;
  • l’elettricista, che realizza la linea di alimentazione, le protezioni e i collegamenti, e rilascia la dichiarazione di conformità per i lavori sull’impianto elettrico;
  • a volte il progettista o termotecnico, che dimensiona il sistema.

Coordinarli prima evita l’errore più comune: l’apparecchio arriva, viene montato, e solo allora ci si accorge che la linea non è pronta.

I problemi più frequenti dopo l’installazione

  • Il contatore stacca nelle sere d’inverno: potenza insufficiente o resistenza integrativa che si attiva insieme ad altri carichi.
  • Il salvavita scatta in modo casuale: differenziale non adatto all’inverter, oppure dispersione nei collegamenti esterni.
  • Il salvavita scatta quando piove: acqua nelle scatole o nel sezionatore esterno.
  • L’unità non riparte dopo un blackout: alcuni apparecchi segnalano un errore da resettare secondo il manuale.
  • Cavi o morsetti che scaldano: sezione insufficiente o serraggi non corretti, da verificare subito (odore di bruciato in casa).

Le situazioni che vediamo più spesso

Il contatore da 3 kW d’inverno. Pompa di calore aria-acqua e piano a induzione in un appartamento con 3 kW di potenza. Ogni sera, blackout durante la cena. Aumento di potenza e programmazione della resistenza integrativa fuori dalle ore dei pasti.

Il differenziale del vecchio quadro. Split inverter nuovi in tutta la casa e salvavita generale che scattava senza motivo apparente. Il differenziale era di un tipo non indicato dal costruttore. Linea dedicata con differenziale adeguato: nessuno scatto da allora.

Il cavo sul balcone. Unità esterna alimentata con un cavo non adatto all’esterno, fissato alla ringhiera. Isolante crepato dal sole e salvavita che scattava a ogni temporale. Nuovo collegamento in tubazione protetta, con scatola stagna e sezionatore.

La villetta con il fotovoltaico. Pompa di calore e impianto fotovoltaico installati in momenti diversi, senza alcuna integrazione. Programmazione della produzione di acqua calda nelle ore centrali e collegamento del segnale di consenso: più autoconsumo e bollette più leggere.

Come ottenere un preventivo

Tempi, materiali e complessità cambiano molto da un caso all’altro. Contattaci al telefono o su WhatsApp con una breve descrizione e qualche foto: così possiamo darti un preventivo sul tuo caso.

Gli interventi che capitano più spesso:

  • Sopralluogo e verifica di impianto e quadro
  • Linea dedicata con protezioni per la pompa di calore
  • Collegamento dell’unità esterna con sezionatore
  • Sostituzione del differenziale con tipo adeguato
  • Adeguamento del quadro elettrico
  • Aumento di potenza del contratto

Approfondisci: preventivo elettricista.

Domande frequenti

Con una pompa di calore devo per forza aumentare la potenza del contatore?

Non sempre. Dipende dall’assorbimento dell’apparecchio, dall’uso della resistenza integrativa e dagli altri carichi. Con 3 kW spesso servono almeno una gestione dei carichi o un aumento di potenza.

Posso collegare la pompa di calore a una presa?

Le pompe di calore per il riscaldamento richiedono una linea dedicata con protezioni proprie. Per gli apparecchi più piccoli segui sempre le indicazioni del costruttore.

Che differenziale serve?

Quello indicato nel manuale del costruttore: spesso almeno di tipo A, a volte F o B. I vecchi differenziali di tipo AC possono non essere adatti.

Serve la dichiarazione di conformità?

Per i lavori sull’impianto elettrico, come la realizzazione di una nuova linea, l’impresa abilitata rilascia la dichiarazione di conformità.

La pompa di calore funziona durante un blackout?

No, a meno di sistemi di backup dimensionati per alimentarla, che per le unità più potenti devono essere adeguati.

Posso riutilizzare il cavo del vecchio condizionatore?

Solo se sezione, stato e protezioni sono adeguati al nuovo apparecchio. Va verificato caso per caso.

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