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Impianto solare termico: come mantenerlo efficiente e cosa fare quando non scalda

I pannelli solari termici sul tetto producono acqua calda gratuita per buona parte dell’anno, e d’estate spesso coprono quasi tutto il fabbisogno. Proprio perché lavorano in silenzio, però, molti impianti vengono dimenticati finché l’acqua non torna tiepida, compare una perdita dal tetto o la centralina segnala un allarme. Un solare termico trascurato rende molto meno e si rovina prima: la manutenzione è semplice, ma va fatta.

  • 7 minuti di lettura
  • Aggiornato il 14 settembre 2026
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Indice dei contenuti
  1. Come funziona un impianto solare termico
  2. Circolazione naturale e forzata
  3. La manutenzione periodica
  4. I guasti più comuni
  5. Il surriscaldamento estivo
  6. L’integrazione con caldaia o resistenza
  7. Legionella e temperature
  8. Calcare
  9. In condominio e sui tetti
  10. Collettori piani o sottovuoto
  11. La centralina: leggere il display
  12. Quando conviene sostituire
  13. Come descrivere il problema al tecnico
  14. Cosa non fare
  15. Le situazioni che vediamo più spesso
  16. Come richiedere un preventivo
  17. Domande frequenti

Un impianto solare termico ha bisogno di controlli periodici, di solito almeno ogni uno o due anni: pressione del circuito solare, stato del liquido antigelo (che con il tempo e le alte temperature si degrada e va controllato e, quando serve, sostituito), funzionamento di pompa e centralina, vaso di espansione, valvole di sicurezza e sfiati, pulizia dei collettori, stato dell’isolamento dei tubi e dell’anodo del bollitore. I guasti più comuni sono pressione bassa per perdite o sfiati, glicole degradato, pompa ferma, sonde guaste, surriscaldamento in estate con l’impianto in stagnazione, bollitore incrostato e integrazione con caldaia regolata male. Se l’acqua è meno calda del solito, controlla il display della centralina, la pressione del circuito e le temperature dei collettori e del bollitore; non aprire il circuito solare in estate con i pannelli caldi, perché liquido e vapore possono causare ustioni. Gli interventi sul circuito vanno affidati a un tecnico.

Come funziona un impianto solare termico

ComponenteFunzione
CollettoriPannelli piani o sottovuoto che assorbono il calore del sole
Circuito solareTubazioni con liquido termovettore, spesso con antigelo
BollitoreSerbatoio in cui il calore passa all’acqua sanitaria
Pompa e centralinaNei sistemi a circolazione forzata, fanno circolare il liquido quando serve
SondeMisurano le temperature di collettori e bollitore
Vaso di espansioneAssorbe le dilatazioni del liquido
Valvola di sicurezzaScarica in caso di pressione eccessiva
IntegrazioneCaldaia, pompa di calore o resistenza elettrica
Miscelatore termostaticoLimita la temperatura dell’acqua in uscita

Circolazione naturale e forzata

Circolazione naturale

Il serbatoio è sopra i collettori, spesso sul tetto: il liquido caldo sale da solo. Sistema semplice, senza pompe, ma:

  • il serbatoio esterno è esposto a gelo, vento e dispersioni;
  • l’estetica sul tetto può essere un vincolo in condominio e nei centri storici.

Circolazione forzata

Il bollitore è in casa e una pompa, comandata dalla centralina, fa circolare il liquido. Più versatile e integrato con l’impianto, ma con più componenti da controllare.

La manutenzione periodica

  • Pressione del circuito solare, confrontata con quella indicata dall’installatore.
  • Liquido antigelo: protezione dal gelo e acidità, verificate con strumenti adatti.
  • Pompa e centralina: funzionamento, sonde, allarmi registrati.
  • Vaso di espansione: precarica corretta.
  • Valvole di sicurezza e sfiati.
  • Collettori: pulizia da polvere, foglie e escrementi di uccelli, integrità dei vetri.
  • Isolamento dei tubi, soprattutto all’esterno, dove sole e uccelli lo rovinano.
  • Bollitore: anodo, calcare, valvola di sicurezza sanitaria (come decalcificare lo scaldabagno).
  • Fissaggi dei collettori sul tetto.

I guasti più comuni

SintomoCausa probabile
Acqua poco calda in una giornata di solePompa ferma, sonde guaste, aria nel circuito, pressione bassa
Pressione del circuito che calaPerdita, sfiato, valvola di sicurezza intervenuta
Centralina in allarmeSovratemperatura, sonde, mancanza di circolazione
Rumori e gorgogliiAria nel circuito o vapore
Liquido che esce dalla valvola di sicurezzaSurriscaldamento o vaso di espansione scarico
Acqua calda con odore sgradevoleAnodo del bollitore, acqua ferma (acqua calda che puzza di uova marce)
Acqua calda che finisce subitoIntegrazione regolata male, bollitore piccolo o incrostato (acqua calda che finisce subito)

Il surriscaldamento estivo

D’estate, se nessuno usa acqua calda (per esempio durante le vacanze) il bollitore raggiunge la temperatura massima e la pompa si ferma. I collettori continuano a scaldarsi: è la stagnazione. Temperature molto alte:

  • degradano il liquido antigelo;
  • possono formare vapore nel circuito;
  • sollecitano vaso di espansione e valvole.

Soluzioni: impianto dimensionato correttamente, funzioni di raffreddamento notturno nella centralina, dissipatori, coperture dei collettori nei periodi di assenza, secondo le indicazioni dell’installatore.

Attenzione: con i pannelli caldi, il circuito può contenere liquido e vapore a temperature e pressioni elevate. Non aprire raccordi e valvole: rischio di ustioni.

L’integrazione con caldaia o resistenza

Quando il sole non basta, l’acqua viene portata a temperatura da caldaia, pompa di calore o resistenza elettrica. Errori tipici:

  • integrazione sempre attiva anche nelle ore di sole, che "ruba" lavoro al solare;
  • temperature di integrazione troppo alte;
  • orari non coerenti con i consumi della famiglia.

Una buona regolazione fa lavorare prima il sole e poi l’integrazione, solo quando serve (quanto consuma uno scaldabagno elettrico).

Legionella e temperature

Nei bollitori con acqua a temperature intermedie per lunghi periodi, soprattutto se poco usati, è importante:

  • prevedere cicli periodici a temperatura più alta, dove l’impianto lo consente;
  • installare un miscelatore termostatico all’uscita per evitare scottature (miscelatore termostatico);
  • far scorrere l’acqua dopo le assenze prolungate (legionella in casa).

Calcare

Con acqua dura, il bollitore e lo scambiatore sanitario si incrostano. Oltre alle decalcificazioni periodiche, può essere utile un sistema di trattamento dell’acqua a monte, valutato con il tecnico (dosatore di polifosfati).

In condominio e sui tetti

  • L’installazione di impianti solari su tetti comuni o terrazzi è regolata dal codice civile e dal regolamento: in genere va comunicata all’amministratore e deve rispettare stabilità, sicurezza e decoro dell’edificio.
  • Nei centri storici e sugli edifici vincolati possono servire autorizzazioni.
  • L’accesso al tetto per la manutenzione va organizzato in sicurezza.

Le indicazioni sono di orientamento generale: verifica con l’amministratore e con un tecnico.

Collettori piani o sottovuoto

TipoCaratteristichePunti di attenzione
PianiRobusti, diffusi, buona resa in estateRendono meno con il freddo intenso
SottovuotoRendono meglio in inverno e con cielo velatoRischio maggiore di surriscaldamento estivo, tubi in vetro da controllare

Il tipo di collettore incide sulla manutenzione: nei sottovuoto va controllata l’integrità dei tubi, nei piani lo stato del vetro e delle guarnizioni.

La centralina: leggere il display

La centralina mostra le temperature delle sonde e lo stato della pompa. Qualche indicazione utile:

  • collettore molto più caldo del bollitore e pompa ferma: possibile guasto della pompa o della centralina;
  • temperature incoerenti, come valori impossibili: sonda guasta o scollegata;
  • allarme di sovratemperatura in estate: impianto in stagnazione;
  • ore di funzionamento della pompa molto basse: circolazione insufficiente.

Annotare questi dati prima di chiamare il tecnico velocizza la diagnosi.

Quando conviene sostituire

  • Collettori con vetri rotti o assorbitori danneggiati.
  • Bollitore corroso o che perde.
  • Impianto molto vecchio con componenti introvabili.
  • Esigenze cambiate, per esempio con un sistema a pompa di calore che sostituisce l’integrazione (scaldabagno a pompa di calore).

Come descrivere il problema al tecnico

  • Tipo di impianto: circolazione naturale o forzata, collettori piani o sottovuoto.
  • Anno di installazione e ultima manutenzione.
  • Sintomi: acqua poco calda, allarmi, perdite, rumori.
  • Valori sul display della centralina e sul manometro.
  • Tipo di integrazione: caldaia, resistenza, pompa di calore.
  • Foto di centralina, gruppo di circolazione e collettori, se visibili in sicurezza (quali foto mandare al tecnico).

Cosa non fare

  • Non aprire il circuito solare con i pannelli caldi.
  • Non rabboccare il circuito con acqua semplice al posto del liquido previsto.
  • Non salire sul tetto senza sicurezza per pulire i collettori.
  • Non lasciare l’integrazione sempre accesa.
  • Non ignorare allarmi e cali di pressione.

Le situazioni che vediamo più spesso

L’acqua tiepida a luglio. Impianto a circolazione forzata con acqua poco calda in piena estate. Pompa bloccata e centralina con allarme di sovratemperatura. Sostituzione della pompa e verifica del liquido.

La pressione che calava. Circuito solare da ricaricare ogni pochi mesi. Sfiato automatico sul tetto che perdeva. Sostituzione dello sfiato e ripristino con liquido nuovo.

Il glicole marrone. Impianto mai manutenuto in dieci anni, con liquido degradato e acido. Lavaggio del circuito, liquido nuovo e controllo del vaso di espansione.

La resistenza sempre accesa. Bollette elettriche alte con solare termico. Resistenza di integrazione attiva anche di giorno. Programmazione oraria e temperatura corretta.

Le vacanze di agosto. Valvola di sicurezza che scaricava liquido durante un’assenza di tre settimane. Funzione di raffreddamento notturno attivata e verifica del dimensionamento.

La sonda staccata. Centralina che indicava una temperatura dei collettori sempre uguale, giorno e notte. Sonda sfilata dal pozzetto del collettore dopo lavori sul tetto. Riposizionamento e sigillatura: pompa di nuovo attiva nelle ore di sole.

Il serbatoio sul tetto. Sistema a circolazione naturale con serbatoio gelato in una notte d’inverno. Verifica dell’antigelo e dell’isolamento dei tubi esterni.

Come richiedere un preventivo

Ogni casa è diversa: per questo preferiamo capire bene il problema prima di parlare di costi. Chiamaci o scrivici su WhatsApp, anche con una foto, e ti indichiamo l’intervento più adatto.

Gli interventi più richiesti in questi casi:

  • Manutenzione periodica dell’impianto solare
  • Sostituzione del liquido del circuito
  • Sostituzione della pompa del gruppo solare
  • Sostituzione di sonde o centralina
  • Manutenzione del bollitore e anodo
  • Miscelatore termostatico all’uscita

Trovi più dettagli nella pagina manutenzione impianto.

Domande frequenti

Ogni quanto va fatta la manutenzione del solare termico?

In genere ogni uno o due anni, o secondo le indicazioni dell’installatore.

Il liquido antigelo va cambiato?

Va controllato periodicamente e sostituito quando perde protezione o diventa acido.

Perché d’estate l’impianto va in allarme?

Spesso per surriscaldamento quando non si consuma acqua calda.

Posso pulire da solo i pannelli?

Solo se raggiungibili in sicurezza; sul tetto serve personale attrezzato.

L’acqua del solare può scottare?

Sì, per questo serve un miscelatore termostatico all’uscita.

Il solare funziona d’inverno?

Sì, ma produce meno: l’integrazione copre la differenza.

Cosa faccio se parto per le vacanze d’estate?

Chiedi all’installatore come gestire la stagnazione: funzioni di raffreddamento della centralina, copertura dei collettori o impostazioni specifiche evitano il surriscaldamento dell’impianto.

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