Indice dei contenuti
- Come funziona un impianto solare termico
- Circolazione naturale e forzata
- La manutenzione periodica
- I guasti più comuni
- Il surriscaldamento estivo
- L’integrazione con caldaia o resistenza
- Legionella e temperature
- Calcare
- In condominio e sui tetti
- Collettori piani o sottovuoto
- La centralina: leggere il display
- Quando conviene sostituire
- Come descrivere il problema al tecnico
- Cosa non fare
- Le situazioni che vediamo più spesso
- Come richiedere un preventivo
- Domande frequenti
Un impianto solare termico ha bisogno di controlli periodici, di solito almeno ogni uno o due anni: pressione del circuito solare, stato del liquido antigelo (che con il tempo e le alte temperature si degrada e va controllato e, quando serve, sostituito), funzionamento di pompa e centralina, vaso di espansione, valvole di sicurezza e sfiati, pulizia dei collettori, stato dell’isolamento dei tubi e dell’anodo del bollitore. I guasti più comuni sono pressione bassa per perdite o sfiati, glicole degradato, pompa ferma, sonde guaste, surriscaldamento in estate con l’impianto in stagnazione, bollitore incrostato e integrazione con caldaia regolata male. Se l’acqua è meno calda del solito, controlla il display della centralina, la pressione del circuito e le temperature dei collettori e del bollitore; non aprire il circuito solare in estate con i pannelli caldi, perché liquido e vapore possono causare ustioni. Gli interventi sul circuito vanno affidati a un tecnico.
Come funziona un impianto solare termico
| Componente | Funzione |
|---|---|
| Collettori | Pannelli piani o sottovuoto che assorbono il calore del sole |
| Circuito solare | Tubazioni con liquido termovettore, spesso con antigelo |
| Bollitore | Serbatoio in cui il calore passa all’acqua sanitaria |
| Pompa e centralina | Nei sistemi a circolazione forzata, fanno circolare il liquido quando serve |
| Sonde | Misurano le temperature di collettori e bollitore |
| Vaso di espansione | Assorbe le dilatazioni del liquido |
| Valvola di sicurezza | Scarica in caso di pressione eccessiva |
| Integrazione | Caldaia, pompa di calore o resistenza elettrica |
| Miscelatore termostatico | Limita la temperatura dell’acqua in uscita |
Circolazione naturale e forzata
Circolazione naturale
Il serbatoio è sopra i collettori, spesso sul tetto: il liquido caldo sale da solo. Sistema semplice, senza pompe, ma:
- il serbatoio esterno è esposto a gelo, vento e dispersioni;
- l’estetica sul tetto può essere un vincolo in condominio e nei centri storici.
Circolazione forzata
Il bollitore è in casa e una pompa, comandata dalla centralina, fa circolare il liquido. Più versatile e integrato con l’impianto, ma con più componenti da controllare.
La manutenzione periodica
- Pressione del circuito solare, confrontata con quella indicata dall’installatore.
- Liquido antigelo: protezione dal gelo e acidità, verificate con strumenti adatti.
- Pompa e centralina: funzionamento, sonde, allarmi registrati.
- Vaso di espansione: precarica corretta.
- Valvole di sicurezza e sfiati.
- Collettori: pulizia da polvere, foglie e escrementi di uccelli, integrità dei vetri.
- Isolamento dei tubi, soprattutto all’esterno, dove sole e uccelli lo rovinano.
- Bollitore: anodo, calcare, valvola di sicurezza sanitaria (come decalcificare lo scaldabagno).
- Fissaggi dei collettori sul tetto.
I guasti più comuni
| Sintomo | Causa probabile |
|---|---|
| Acqua poco calda in una giornata di sole | Pompa ferma, sonde guaste, aria nel circuito, pressione bassa |
| Pressione del circuito che cala | Perdita, sfiato, valvola di sicurezza intervenuta |
| Centralina in allarme | Sovratemperatura, sonde, mancanza di circolazione |
| Rumori e gorgoglii | Aria nel circuito o vapore |
| Liquido che esce dalla valvola di sicurezza | Surriscaldamento o vaso di espansione scarico |
| Acqua calda con odore sgradevole | Anodo del bollitore, acqua ferma (acqua calda che puzza di uova marce) |
| Acqua calda che finisce subito | Integrazione regolata male, bollitore piccolo o incrostato (acqua calda che finisce subito) |
Il surriscaldamento estivo
D’estate, se nessuno usa acqua calda (per esempio durante le vacanze) il bollitore raggiunge la temperatura massima e la pompa si ferma. I collettori continuano a scaldarsi: è la stagnazione. Temperature molto alte:
- degradano il liquido antigelo;
- possono formare vapore nel circuito;
- sollecitano vaso di espansione e valvole.
Soluzioni: impianto dimensionato correttamente, funzioni di raffreddamento notturno nella centralina, dissipatori, coperture dei collettori nei periodi di assenza, secondo le indicazioni dell’installatore.
Attenzione: con i pannelli caldi, il circuito può contenere liquido e vapore a temperature e pressioni elevate. Non aprire raccordi e valvole: rischio di ustioni.
L’integrazione con caldaia o resistenza
Quando il sole non basta, l’acqua viene portata a temperatura da caldaia, pompa di calore o resistenza elettrica. Errori tipici:
- integrazione sempre attiva anche nelle ore di sole, che "ruba" lavoro al solare;
- temperature di integrazione troppo alte;
- orari non coerenti con i consumi della famiglia.
Una buona regolazione fa lavorare prima il sole e poi l’integrazione, solo quando serve (quanto consuma uno scaldabagno elettrico).
Legionella e temperature
Nei bollitori con acqua a temperature intermedie per lunghi periodi, soprattutto se poco usati, è importante:
- prevedere cicli periodici a temperatura più alta, dove l’impianto lo consente;
- installare un miscelatore termostatico all’uscita per evitare scottature (miscelatore termostatico);
- far scorrere l’acqua dopo le assenze prolungate (legionella in casa).
Calcare
Con acqua dura, il bollitore e lo scambiatore sanitario si incrostano. Oltre alle decalcificazioni periodiche, può essere utile un sistema di trattamento dell’acqua a monte, valutato con il tecnico (dosatore di polifosfati).
In condominio e sui tetti
- L’installazione di impianti solari su tetti comuni o terrazzi è regolata dal codice civile e dal regolamento: in genere va comunicata all’amministratore e deve rispettare stabilità, sicurezza e decoro dell’edificio.
- Nei centri storici e sugli edifici vincolati possono servire autorizzazioni.
- L’accesso al tetto per la manutenzione va organizzato in sicurezza.
Le indicazioni sono di orientamento generale: verifica con l’amministratore e con un tecnico.
Collettori piani o sottovuoto
| Tipo | Caratteristiche | Punti di attenzione |
|---|---|---|
| Piani | Robusti, diffusi, buona resa in estate | Rendono meno con il freddo intenso |
| Sottovuoto | Rendono meglio in inverno e con cielo velato | Rischio maggiore di surriscaldamento estivo, tubi in vetro da controllare |
Il tipo di collettore incide sulla manutenzione: nei sottovuoto va controllata l’integrità dei tubi, nei piani lo stato del vetro e delle guarnizioni.
La centralina: leggere il display
La centralina mostra le temperature delle sonde e lo stato della pompa. Qualche indicazione utile:
- collettore molto più caldo del bollitore e pompa ferma: possibile guasto della pompa o della centralina;
- temperature incoerenti, come valori impossibili: sonda guasta o scollegata;
- allarme di sovratemperatura in estate: impianto in stagnazione;
- ore di funzionamento della pompa molto basse: circolazione insufficiente.
Annotare questi dati prima di chiamare il tecnico velocizza la diagnosi.
Quando conviene sostituire
- Collettori con vetri rotti o assorbitori danneggiati.
- Bollitore corroso o che perde.
- Impianto molto vecchio con componenti introvabili.
- Esigenze cambiate, per esempio con un sistema a pompa di calore che sostituisce l’integrazione (scaldabagno a pompa di calore).
Come descrivere il problema al tecnico
- Tipo di impianto: circolazione naturale o forzata, collettori piani o sottovuoto.
- Anno di installazione e ultima manutenzione.
- Sintomi: acqua poco calda, allarmi, perdite, rumori.
- Valori sul display della centralina e sul manometro.
- Tipo di integrazione: caldaia, resistenza, pompa di calore.
- Foto di centralina, gruppo di circolazione e collettori, se visibili in sicurezza (quali foto mandare al tecnico).
Cosa non fare
- Non aprire il circuito solare con i pannelli caldi.
- Non rabboccare il circuito con acqua semplice al posto del liquido previsto.
- Non salire sul tetto senza sicurezza per pulire i collettori.
- Non lasciare l’integrazione sempre accesa.
- Non ignorare allarmi e cali di pressione.
Le situazioni che vediamo più spesso
L’acqua tiepida a luglio. Impianto a circolazione forzata con acqua poco calda in piena estate. Pompa bloccata e centralina con allarme di sovratemperatura. Sostituzione della pompa e verifica del liquido.
La pressione che calava. Circuito solare da ricaricare ogni pochi mesi. Sfiato automatico sul tetto che perdeva. Sostituzione dello sfiato e ripristino con liquido nuovo.
Il glicole marrone. Impianto mai manutenuto in dieci anni, con liquido degradato e acido. Lavaggio del circuito, liquido nuovo e controllo del vaso di espansione.
La resistenza sempre accesa. Bollette elettriche alte con solare termico. Resistenza di integrazione attiva anche di giorno. Programmazione oraria e temperatura corretta.
Le vacanze di agosto. Valvola di sicurezza che scaricava liquido durante un’assenza di tre settimane. Funzione di raffreddamento notturno attivata e verifica del dimensionamento.
La sonda staccata. Centralina che indicava una temperatura dei collettori sempre uguale, giorno e notte. Sonda sfilata dal pozzetto del collettore dopo lavori sul tetto. Riposizionamento e sigillatura: pompa di nuovo attiva nelle ore di sole.
Il serbatoio sul tetto. Sistema a circolazione naturale con serbatoio gelato in una notte d’inverno. Verifica dell’antigelo e dell’isolamento dei tubi esterni.
Come richiedere un preventivo
Ogni casa è diversa: per questo preferiamo capire bene il problema prima di parlare di costi. Chiamaci o scrivici su WhatsApp, anche con una foto, e ti indichiamo l’intervento più adatto.
Gli interventi più richiesti in questi casi:
- Manutenzione periodica dell’impianto solare
- Sostituzione del liquido del circuito
- Sostituzione della pompa del gruppo solare
- Sostituzione di sonde o centralina
- Manutenzione del bollitore e anodo
- Miscelatore termostatico all’uscita
Trovi più dettagli nella pagina manutenzione impianto.
Domande frequenti
Ogni quanto va fatta la manutenzione del solare termico?
In genere ogni uno o due anni, o secondo le indicazioni dell’installatore.
Il liquido antigelo va cambiato?
Va controllato periodicamente e sostituito quando perde protezione o diventa acido.
Perché d’estate l’impianto va in allarme?
Spesso per surriscaldamento quando non si consuma acqua calda.
Posso pulire da solo i pannelli?
Solo se raggiungibili in sicurezza; sul tetto serve personale attrezzato.
L’acqua del solare può scottare?
Sì, per questo serve un miscelatore termostatico all’uscita.
Il solare funziona d’inverno?
Sì, ma produce meno: l’integrazione copre la differenza.
Cosa faccio se parto per le vacanze d’estate?
Chiedi all’installatore come gestire la stagnazione: funzioni di raffreddamento della centralina, copertura dei collettori o impostazioni specifiche evitano il surriscaldamento dell’impianto.
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