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Controlla nel quadro se c’è un interruttore abbassato dedicato a quella zona. Se il quadro è in ordine, la causa più probabile è una giunzione allentata o bruciata in una scatola di derivazione, che interrompe l’alimentazione a tutti i punti a valle. Non aprire le scatole da solo: un contatto che si è interrotto ha quasi sempre scaldato, e va riparato da un elettricista.
Quando manca la corrente in tutta la casa, il problema è di solito facile da localizzare: il quadro, il contatore, la rete. Quando invece si spegne una sola stanza, o solo le prese di una parete, il guasto è dentro l’impianto, e la sua posizione non è sempre intuitiva.
Per capire perché, serve sapere com’è fatto un impianto domestico.
Come arriva la corrente in una stanza
In un impianto tipico, dal quadro elettrico partono alcune linee: per esempio una per le luci, una per le prese, una per la cucina, una per il bagno. Negli impianti più moderni le linee sono più numerose e suddivise per zone.
Ogni linea corre nei muri fino alle scatole di derivazione: quelle scatole con il coperchio bianco o grigio che si trovano in alto sulle pareti dei corridoi e delle stanze. Dentro, i cavi vengono giuntati con morsetti per proseguire verso le prese e i punti luce.
Il punto chiave è questo: le prese e i punti luce sono spesso collegati in cascata. La prima presa alimenta la seconda, la seconda la terza. Se un collegamento si interrompe in una scatola o in una presa, tutti i punti a valle restano senza corrente.
Ecco perché una stanza intera può spegnersi senza che nel quadro scatti nulla.
La diagnosi, passo per passo
1. Controlla il quadro
Anche se "sembra tutto a posto", guarda con attenzione:
- c’è un interruttore abbassato, magari piccolo, in fondo alla fila?
- c’è un interruttore in posizione intermedia? Alcuni dispositivi, quando scattano, restano a metà corsa;
- ci sono etichette che indicano la zona?
Se trovi un interruttore abbassato, rialzalo. Se riscatta, c’è un guasto su quella linea (magnetotermico che scatta).
2. Cosa manca esattamente?
- Solo le prese, mentre le luci funzionano → il guasto riguarda la linea prese.
- Solo le luci, mentre le prese funzionano → il guasto riguarda la linea luci o il comando.
- Prese e luci insieme → le due linee passano probabilmente per una scatola comune, oppure la stanza è alimentata da un’unica linea di zona.
3. Tutte le prese o solo alcune?
Prova con una lampada o un caricabatterie in ogni presa della stanza.
- Alcune funzionano, altre no → il guasto si trova tra l’ultima presa funzionante e la prima spenta. È un’informazione preziosa per l’elettricista.
- Nessuna funziona → il guasto è a monte, probabilmente in una scatola di derivazione.
4. Anche le stanze vicine hanno problemi?
Verifica prese e luci del corridoio e delle stanze adiacenti. Spesso una scatola di derivazione nel corridoio alimenta due o tre ambienti.
5. Ci sono segnali di surriscaldamento?
- Odore di bruciato o di plastica calda?
- Prese annerite o placche ingiallite?
- Coperchi delle scatole di derivazione deformati o scuriti?
- Crepitii o ronzii da una presa o da una scatola?
Se sì, abbassa l’interruttore generale e chiama: c’è un collegamento che ha scaldato (presa bruciata).
Le cause più frequenti
Giunzione allentata in una scatola di derivazione
È la causa numero uno. Negli impianti più datati le giunzioni erano spesso realizzate attorcigliando i fili e fissandoli con nastro isolante o con morsetti a vite. Con gli anni, i cicli termici e le vibrazioni allentano il contatto.
Un contatto allentato scalda. Il calore ossida il rame e peggiora ulteriormente il contatto, fino al momento in cui il circuito si interrompe del tutto. Spesso il morsetto è annerito e l’isolante dei fili vicini è bruciacchiato.
Collegamento interrotto in una presa
Quando una presa alimenta le successive, i fili che proseguono sono fissati negli stessi morsetti. Un morsetto allentato, magari dopo che la presa è stata usata per anni con apparecchi potenti, può interrompere la continuità verso le prese a valle.
Neutro interrotto
Se si interrompe il neutro invece della fase, i sintomi possono essere strani: le prese sembrano "morte", ma un cercafase segnala tensione su entrambi i fori; alcune luci restano accese debolmente; certi apparecchi si comportano in modo anomalo.
È una situazione che richiede attenzione: in alcune configurazioni, un neutro interrotto può esporre gli apparecchi a tensioni errate.
Interruttore o deviatore guasto
Se mancano solo le luci e i punti luce sono comandati da più interruttori (per esempio all’ingresso e vicino al letto), un deviatore o un invertitore guasto interrompe il circuito. Prova tutte le combinazioni degli interruttori prima di concludere che il guasto è altrove.
Prese comandate
In alcune case, una o più prese sono comandate da un interruttore a muro, pensato per accendere una lampada da terra. Se quell’interruttore è in posizione "spento", la presa sembra guasta. Controlla bene gli interruttori della stanza.
Cavo danneggiato
Un chiodo, un tassello, una vite durante un lavoro in casa possono danneggiare un cavo nel muro. Se il guasto è comparso dopo aver appeso un quadro o montato una mensola, il sospetto è concreto (cavo elettrico danneggiato).
Cosa non fare
Non aprire le scatole di derivazione con l’impianto in tensione. Anche con l’interruttore abbassato, senza uno strumento per verificare l’assenza di tensione non puoi essere sicuro di aver tolto corrente al circuito giusto.
Non stringere i morsetti "a caso": un collegamento che si è interrotto ha quasi sempre scaldato, e l’isolante vicino può essere danneggiato. Stringere senza sostituire nasconde il problema.
Non collegare prolunghe da un’altra stanza per settimane: si sovraccaricano linee non pensate per quel carico.
Non ignorare un guasto che "va e viene": un contatto che si interrompe a intermittenza sta producendo archi elettrici e calore.
Come lavora l’elettricista
- Verifica del quadro e delle protezioni.
- Mappatura del circuito: con il tester, controlla quali punti hanno tensione e quali no, per restringere il tratto guasto.
- Ispezione delle scatole di derivazione e delle prese al confine tra la zona funzionante e quella spenta.
- Riparazione del collegamento con morsetti adeguati, sostituendo i tratti di conduttore danneggiati dal calore.
- Verifica delle altre giunzioni della stessa scatola: se una ha ceduto, le altre sono spesso nelle stesse condizioni.
- Prova sotto carico dei circuiti ripristinati.
Se nel corso della ricerca emergono molte giunzioni degradate, conviene valutare una revisione più ampia dell’impianto: è il segnale di un impianto che sta arrivando a fine vita (rifacimento impianto).
Preventivo: come funziona
Se non ci sono segnali di surriscaldamento e la stanza può restare senza corrente per una notte, conviene programmare l’intervento in orario ordinario.
Il preventivo dipende dal tipo di lavoro e dalle condizioni che il tecnico trova sul posto. Descrivici la situazione al telefono o su WhatsApp e ti diciamo cosa prevedere.
Tra i lavori che eseguiamo più spesso per questo problema:
- Ricerca guasto su una zona
- Rifacimento giunzioni in una scatola
- Sostituzione presa o interruttore
- Sostituzione tratto di cavo
Il caso degli impianti datati
Negli appartamenti torinesi con impianti realizzati prima degli anni ’90 e mai rinnovati, questo tipo di guasto è particolarmente frequente. Alcuni segnali indicano che l’impianto merita una verifica complessiva:
- scatole di derivazione piene di fili e giunzioni con nastro isolante;
- cavi rigidi con isolante che si sbriciola;
- assenza del conduttore di terra (il filo giallo-verde);
- una o due sole linee per tutta la casa;
- prese e interruttori che scaldano;
- guasti ripetuti in zone diverse.
Una verifica professionale permette di capire se basta intervenire sui punti critici o se è il momento di pianificare un rifacimento, con calma e con un preventivo, invece di inseguire i guasti uno alla volta.
Le scatole di derivazione: perché sono il punto critico
Vale la pena spendere qualche parola in più su questi componenti, perché sono protagonisti della maggior parte dei guasti localizzati.
Sono punti di concentrazione. In una sola scatola possono convergere le giunzioni di tre o quattro circuiti diversi. Un problema in una scatola può quindi colpire zone della casa apparentemente scollegate tra loro.
Accumulano modifiche. Ogni volta che, negli anni, qualcuno ha aggiunto una presa o spostato un punto luce, è probabile che abbia aggiunto fili in una scatola esistente. Il risultato, negli impianti più vecchi, sono scatole stipate in cui i conduttori sono schiacciati e i morsetti sovraccarichi.
Sono spesso nascoste. Mobili, armadi a muro, controsoffitti e perfino strati di intonaco posati durante una ristrutturazione possono coprire le scatole. Quando si guasta un collegamento, trovarle diventa la parte più lunga dell’intervento.
Invecchiano male con il calore. Una giunzione che scalda leggermente per anni degrada l’isolante di tutti i conduttori vicini, anche di quelli che non hanno mai dato problemi.
Per questo, durante una riparazione, un elettricista attento non si limita a rifare il collegamento guasto: controlla le altre giunzioni della scatola e valuta se sostituire i morsetti vecchi con morsetti a molla o a leva moderni, che garantiscono un contatto stabile nel tempo. Se la scatola è sovraffollata, può proporre di ridistribuire le giunzioni. Sono dettagli che non si vedono a lavoro finito, ma che fanno la differenza tra una riparazione che dura e un guasto che si ripresenta.
Domande frequenti
Posso usare le prese di un’altra stanza con una prolunga?
Per poche ore, con apparecchi a basso assorbimento, sì. Per periodi prolungati o con apparecchi potenti no: si sovraccarica una linea non pensata per quel carico.
Il guasto è comparso dopo aver appeso un quadro: è collegato?
Probabilmente sì. Un chiodo o un tassello possono aver danneggiato un cavo nel muro. Non togliere il chiodo con l’impianto in tensione e chiama un elettricista.
Le prese funzionano a intermittenza: è pericoloso?
Sì. Un contatto intermittente produce archi elettrici e calore. Evita di usare quelle prese e fai verificare il circuito.
Il cercafase si accende ma la presa non funziona: perché?
È il sintomo tipico di un neutro interrotto: la fase arriva, ma il circuito non si chiude. Serve un intervento tecnico.
Perché nel quadro non è scattato niente?
Perché un collegamento interrotto non provoca né sovraccarico né dispersione: semplicemente il circuito si apre. Le protezioni del quadro non hanno motivo di intervenire.
Quanto tempo serve per trovare il guasto?
Nella maggior parte dei casi meno di un’ora. Negli impianti con percorsi complessi o scatole di derivazione nascoste dietro mobili, i tempi possono allungarsi.
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