Indice dei contenuti
- Come è fatto un impianto d’allarme
- Filare o wireless?
- L’alimentazione della centrale
- Batterie: la causa principale dei problemi
- La sirena esterna
- I cavi: separati dall’energia
- Il comunicatore e la rete
- Blackout e salvavita
- Falsi allarmi: le cause più comuni
- Sensori e posizionamento: gli errori tipici
- Parzializzazioni: allarme di notte e quando si esce
- Integrazione con domotica, videosorveglianza e sensori
- Allarme e protezioni meccaniche
- La manutenzione
- Documenti e responsabilità
- Come descrivere l’esigenza all’installatore
- Cosa non fare
- Le situazioni che vediamo più spesso
- Come richiedere un preventivo
- Domande frequenti
La centrale d’allarme va alimentata da una linea protetta e affidabile, spesso dedicata, con batteria tampone efficiente che la mantenga attiva durante i blackout; la sirena esterna dovrebbe essere autoalimentata, con propria batteria, e protetta contro manomissioni. Nei sistemi filari i cavi dei sensori viaggiano in tubazioni separate da quelle dell’energia, per evitare disturbi; nei sistemi wireless contano la copertura radio e le batterie dei sensori. Il comunicatore deve poter inviare avvisi anche se manca internet, con un canale di riserva. I falsi allarmi dipendono spesso da batterie esaurite, sensori mal posizionati, blackout con batterie tampone scariche, sovratensioni e interventi del salvavita. La manutenzione periodica (prove, sostituzione delle batterie, verifica delle comunicazioni) è indispensabile. L’installazione e le modifiche vanno eseguite da installatori qualificati, con la documentazione prevista.
Come è fatto un impianto d’allarme
| Componente | Funzione | Esigenze elettriche |
|---|---|---|
| Centrale | Gestisce sensori, inserimento e allarmi | Alimentazione stabile e batteria tampone |
| Sensori perimetrali | Contatti su porte e finestre, barriere | Cavi o batterie |
| Sensori volumetrici | Rilevano movimento negli ambienti | Cavi o batterie |
| Tastiere e lettori | Inserimento e disinserimento | Collegamento alla centrale |
| Sirene interne ed esterne | Segnalano l’allarme | Autoalimentazione per l’esterna |
| Comunicatore | Invia avvisi via rete o telefonia mobile | Alimentazione e canale di riserva |
| Telecamere | Verifica visiva, dove presenti | Alimentazione e rete |
Filare o wireless?
| Aspetto | Filare | Wireless |
|---|---|---|
| Installazione | Richiede cavi e tubazioni | Più rapida, meno lavori |
| Affidabilità | Molto alta se ben posato | Buona con copertura radio adeguata |
| Batterie | Solo centrale e sirene | Anche in ogni sensore |
| Manutenzione | Meno frequente | Sostituzione periodica delle batterie |
| Ristrutturazione | Ideale se si fanno tracce | Ideale in case già finite |
Molti impianti sono misti: filari dove si possono posare i cavi, wireless nei punti difficili.
L’alimentazione della centrale
- Linea protetta, meglio dedicata o comunque separata da carichi che fanno scattare spesso le protezioni.
- Collegamento fisso, non a una presa con ciabatta che qualcuno potrebbe staccare.
- Batteria tampone dimensionata per mantenere la centrale attiva per il tempo necessario.
- Protezione dalle sovratensioni, per non danneggiare l’elettronica (scaricatore di sovratensione).
- Posizione della centrale protetta, non visibile dall’ingresso.
Batterie: la causa principale dei problemi
- La batteria tampone della centrale ha una vita limitata: con il tempo non regge più i blackout.
- Le batterie dei sensori wireless si scaricano e generano avvisi o malfunzionamenti.
- La batteria della sirena esterna, se esaurita, può far suonare la sirena a vuoto o lasciarla muta.
Vanno controllate e sostituite secondo le indicazioni del produttore e durante la manutenzione.
La sirena esterna
- Autoalimentata, con batteria propria, per suonare anche se il cavo viene tagliato.
- Protezione antiapertura e antistrappo.
- Posizione alta e visibile, come deterrente.
- Lampeggiante, utile per individuare l’abitazione in allarme.
In condominio, la sirena in facciata va collocata rispettando il regolamento e il decoro.
I cavi: separati dall’energia
Nei sistemi filari:
- i cavi dei sensori e del bus della centrale corrono in tubazioni dedicate, non insieme ai cavi di prese e luci;
- i percorsi paralleli e ravvicinati ai cavi di potenza possono creare disturbi;
- le giunzioni si fanno nelle scatole previste, non nascoste nel controsoffitto.
Durante una ristrutturazione, prevedere le tubazioni dell’allarme costa poco e rende l’impianto più affidabile (ristrutturazione: l’ordine giusto dei lavori).
Il comunicatore e la rete
- Canale principale su rete internet o telefonia mobile.
- Canale di riserva, perché router e linea possono essere spenti in un blackout o manomessi.
- Router alimentato da un gruppo di continuità, se il comunicatore dipende da internet.
- Verifica periodica che le notifiche arrivino davvero.
Blackout e salvavita
Quando manca la corrente o scatta il differenziale:
- la centrale passa a batteria;
- molti sistemi inviano un avviso di mancanza rete;
- se la batteria è vecchia, la centrale si spegne o genera allarmi di guasto.
Se il salvavita scatta spesso, l’allarme ne risente: conviene risolvere la causa e, dove possibile, alimentare la centrale da una linea meno esposta (il salvavita scatta, blackout in casa).
Falsi allarmi: le cause più comuni
| Causa | Rimedio |
|---|---|
| Animali domestici davanti ai volumetrici | Sensori adatti agli animali, posizionamento |
| Tende e piante mosse dall’aria | Riposizionamento dei sensori |
| Correnti d’aria calda da termosifoni o climatizzatori | Sensori lontani dalle fonti di calore |
| Finestre che vibrano con il vento | Regolazione di infissi e contatti |
| Batterie esaurite | Sostituzione |
| Blackout e sovratensioni | Batterie efficienti, protezioni |
| Errori degli utenti | Codici semplici, formazione di chi usa l’allarme |
I falsi allarmi ripetuti infastidiscono i vicini e fanno perdere credibilità all’allarme.
Sensori e posizionamento: gli errori tipici
- Volumetrici puntati verso finestre esposte al sole o verso termosifoni, che rilevano correnti d’aria calda.
- Contatti magnetici montati su infissi che si muovono con il vento.
- Sensori coperti da mobili o tende spostati dopo l’installazione.
- Barriere esterne colpite da piante e rami cresciuti.
- Zone mal definite, che impediscono di inserire l’allarme solo di notte o solo nel perimetro.
Rivedere il posizionamento dopo un trasloco di mobili o una ristrutturazione evita molti falsi allarmi.
Parzializzazioni: allarme di notte e quando si esce
Un buon impianto permette inserimenti parziali:
- notte: perimetrale attivo, volumetrici della zona notte disattivati;
- uscita: tutto attivo;
- presenza di animali: sensori compatibili o zone escluse.
Programmare bene le parzializzazioni aumenta l’uso reale dell’allarme, che altrimenti resta spesso spento per comodità.
Integrazione con domotica, videosorveglianza e sensori
- Domotica: scenari che spengono luci, abbassano tapparelle e chiudono l’acqua all’inserimento (domotica).
- Videosorveglianza: verifica visiva degli allarmi, nel rispetto delle regole sulla privacy (videosorveglianza in casa).
- Sensori di allagamento, fumo e gas collegati alla centrale (sensori antiallagamento).
- Serrature elettroniche e videocitofoni, con attenzione alla sicurezza informatica.
Allarme e protezioni meccaniche
L’allarme segnala l’intrusione, ma non la impedisce. Funziona meglio insieme a:
- porte blindate e cilindri protetti;
- serrature per finestre e porte finestre;
- inferriate o tapparelle di sicurezza nei punti più esposti (tapparelle antieffrazione).
La manutenzione
- Prova periodica di sensori, sirene e comunicatore.
- Sostituzione delle batterie nei tempi previsti.
- Controllo dei registri di eventi e guasti della centrale.
- Pulizia delle lenti dei sensori.
- Aggiornamento di codici e utenti.
Documenti e responsabilità
Gli impianti di allarme rientrano tra gli impianti elettronici per i quali, in caso di installazione o modifica, è prevista la dichiarazione di conformità dell’impresa abilitata. Conserva manuali, schemi e documentazione nel fascicolo della casa (fascicolo della casa).
Come descrivere l’esigenza all’installatore
- Tipo di casa: appartamento, villetta, piano terra.
- Accessi da proteggere: porte, finestre, balconi, garage.
- Presenza di animali domestici.
- Impianto elettrico e posizione del quadro.
- Connessione internet e copertura mobile.
- Lavori in programma, per posare i cavi.
- Foto degli ingressi e delle stanze principali (quali foto mandare al tecnico).
Cosa non fare
- Non alimentare la centrale da una ciabatta.
- Non ignorare gli avvisi di batteria bassa.
- Non posare i cavi dei sensori insieme a quelli delle prese.
- Non installare la sirena esterna senza autoalimentazione.
- Non affidarti solo a internet per le notifiche.
Le situazioni che vediamo più spesso
La centrale spenta al rientro. Allarme spento dopo un blackout di qualche ora. Batteria tampone di otto anni, non più efficiente. Batteria nuova e avviso di mancanza rete configurato.
Il falso allarme del gatto. Volumetrico del soggiorno che scattava ogni notte. Gatto di casa sul divano. Sensore adatto agli animali e posizione diversa.
Il temporale e la centrale in blocco. Dopo un temporale estivo la centrale segnalava guasti e non si inseriva più. Sovratensione entrata dalla linea elettrica e dal cavo del comunicatore. Riparazione della scheda, scaricatore di sovratensione nel quadro e protezione della linea dati.
La ristrutturazione senza tubi. Alloggio appena ristrutturato senza predisposizioni per l’allarme. Sistema wireless per i sensori interni e tubazione esterna in canalina solo per la sirena e la centrale.
La sirena alle tre di notte. Sirena esterna che suonava senza intrusione. Batteria interna esaurita. Sostituzione e controllo delle altre batterie.
Il salvavita e l’allarme. Centrale collegata alla stessa linea della lavatrice, con scatti del differenziale e avvisi di guasto frequenti. Linea dedicata alla centrale e ricerca della dispersione della lavatrice.
Il router spento. Notifiche mai arrivate durante un tentativo di intrusione, perché il router era stato spento per risparmiare. Comunicatore con canale mobile di riserva e router su gruppo di continuità (consumi in stand-by).
Come richiedere un preventivo
Ogni intervento va valutato sul caso concreto: tipo di guasto, materiali, accessibilità e urgenza cambiano il lavoro da fare. Per un preventivo chiamaci o scrivici su WhatsApp descrivendo il problema, meglio se con qualche foto.
Gli interventi più richiesti in questi casi:
- Linea dedicata per la centrale
- Sostituzione della batteria tampone
- Tubazioni per cavi dell’allarme in ristrutturazione
- Scaricatore di sovratensione nel quadro
- Manutenzione periodica dell’impianto d’allarme
Trovi più dettagli nella pagina impianto elettrico appartamento.
Domande frequenti
L’allarme funziona senza corrente?
Sì, grazie alla batteria tampone, per il tempo per cui è dimensionata e se la batteria è efficiente.
Meglio filare o wireless?
Il filare è ideale in ristrutturazione; il wireless in case finite. Molti impianti sono misti.
Perché l’allarme dà falsi allarmi?
Spesso per batterie scariche, sensori mal posizionati, animali o blackout.
La centrale va collegata a una linea dedicata?
È consigliabile, per ridurre spegnimenti e disturbi.
Serve internet per ricevere gli allarmi?
Non necessariamente: meglio avere anche un canale mobile di riserva.
Ogni quanto si cambiano le batterie?
Secondo le indicazioni del produttore e durante la manutenzione periodica.
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