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Multistrato, rame o PEX: quale tubo scegliere

Quando si rifà un bagno o un impianto, l’idraulico chiede: multistrato o rame? Per chi non è del mestiere sembra una scelta tecnica e basta. In realtà incide su durata, rumorosità, costi e facilità di intervento nei prossimi decenni.

  • 7 minuti di lettura
  • Aggiornato il 13 settembre 2026
Silvano, tecnico di pronto intervento a Torino
SilvanoIl tuo tecnico di fiducia a Torino
Indice dei contenuti
  1. Multistrato
  2. PEX (polietilene reticolato)
  3. Rame
  4. Polipropilene saldato (PPR)
  5. E il ferro zincato?
  6. I tubi per gli scarichi
  7. Tabella di confronto
  8. La posa conta quanto il materiale
  9. Come scegliere, in pratica
  10. Le situazioni che vediamo più spesso
  11. Come ottenere un preventivo
  12. Domande frequenti

Per l’acqua sanitaria di un appartamento, il multistrato è oggi la scelta più diffusa: resistente alla corrosione, facile da posare, poco rumoroso. Il PEX con sistema a collettori e tubi in guaina permette in molti casi di sostituire un tubo senza rompere. Il rame resta affidabile e durevole, ma costa di più e richiede attenzione con acque aggressive e con i tratti in ferro zincato. Il polipropilene saldato è economico e robusto, usato soprattutto nelle colonne. Per gli scarichi si usano altri materiali, come polipropilene e PVC. Conta molto la qualità della posa.

Non esiste il tubo "migliore" in assoluto. Esiste il tubo adatto a un certo impianto, a una certa acqua, a un certo tipo di lavoro. E, soprattutto, esiste la posa corretta: un ottimo tubo installato male dà più problemi di un tubo economico installato bene.

Multistrato

Com’è fatto

Il multistrato è un tubo composto da più strati: un tubo interno in materiale plastico, uno strato intermedio di alluminio e uno strato esterno plastico, uniti da adesivi.

L’alluminio gli dà due caratteristiche preziose: il tubo mantiene la forma quando lo pieghi, e si dilata poco con il calore. Funziona anche da barriera all’ossigeno, utile negli impianti di riscaldamento.

I raccordi

Si collega con raccordi a pressare, che si serrano con una pinza dedicata, oppure con raccordi a stringere. I sistemi a pressare sono i più diffusi negli impianti nuovi.

Pro

  • Non si corrode e non forma incrostazioni di ruggine.
  • Leggero e facile da curvare a mano o con apposite molle.
  • Posa rapida, con meno giunzioni rispetto ai tubi rigidi.
  • Poco rumoroso, perché trasmette meno le vibrazioni.
  • Adatto sia all’acqua sanitaria sia al riscaldamento.

Contro

  • I raccordi riducono il diametro interno nel punto di giunzione: con molti raccordi, la portata può risentirne.
  • Ogni sistema ha raccordi e profili di pressatura specifici: bisogna usare componenti compatibili dello stesso sistema.
  • Una pressatura eseguita male può cedere nel tempo.
  • Non adatto all’esposizione solare diretta, se non protetto.

PEX (polietilene reticolato)

Com’è fatto

Il PEX è un tubo plastico flessibile, in polietilene reso più resistente al calore e alla pressione da un trattamento chiamato reticolazione. Per il riscaldamento si usano versioni con barriera all’ossigeno.

Il sistema a collettori e il tubo in guaina

Il PEX è molto usato con il sistema a collettori: da un collettore principale, ogni utenza (lavabo, doccia, WC) ha il proprio tubo, senza giunzioni intermedie nel pavimento o nel muro. Spesso il tubo viene posato dentro una guaina corrugata.

Il vantaggio è notevole: in molti casi, se un tubo si danneggia, si può sfilare e sostituire dalla guaina senza rompere pavimenti o pareti.

Pro

  • Molto flessibile, adatto a percorsi lunghi senza raccordi.
  • Nessuna giunzione nascosta nei muri con il sistema a collettori.
  • Sostituibile nei sistemi in guaina.
  • Resistente alla corrosione e al calcare.

Contro

  • Dilatazione termica più marcata: va considerata nella posa.
  • Non mantiene la forma come il multistrato: nei tratti a vista richiede fissaggi.
  • Per il riscaldamento serve la versione con barriera all’ossigeno.
  • Richiede raccordi specifici del sistema.

Rame

Com’è fatto

Tubo metallico, rigido o in rotoli ricotti, collegato con saldature (a stagno o forte), con raccordi a pressare o a compressione.

Pro

  • Molto durevole in condizioni adatte.
  • Resistente alle alte temperature.
  • Robusto meccanicamente.
  • Non permeabile all’ossigeno.
  • Tecnica consolidata, ben conosciuta da tutti gli installatori.

Contro

  • Costo del materiale più elevato e variabile.
  • Conduce il calore: le tubazioni dell’acqua calda disperdono di più se non isolate, allungando anche l’attesa dell’acqua calda (acqua calda che non arriva subito), e quelle fredde possono formare condensa.
  • In presenza di acque aggressive (molto dolci o con determinate caratteristiche) può subire fenomeni di corrosione localizzata.
  • Rumorosità: trasmette più facilmente i rumori del flusso e dei colpi d’ariete.
  • Attenzione ai metalli diversi: il rame installato a monte di tratti in ferro zincato può accelerarne la corrosione. Nei collegamenti tra metalli diversi si usano giunti dielettrici (tubi in ferro zincato).

Polipropilene saldato (PPR)

Com’è fatto

Tubo plastico a pareti spesse, collegato con saldatura per polifusione: tubo e raccordo vengono scaldati con un apposito attrezzo e uniti, formando un corpo unico.

Pro

  • Economico.
  • Giunzioni molto robuste, se eseguite correttamente.
  • Resistente alla corrosione e al calcare.
  • Buona resistenza meccanica.

Contro

  • Rigido: servono raccordi a ogni cambio di direzione.
  • Dilatazione termica elevata nell’acqua calda: servono compensazioni.
  • Ingombro maggiore a parità di diametro interno.
  • La qualità della saldatura dipende dall’esperienza di chi la esegue.

È molto usato nelle colonne montanti, nei locali tecnici e in alcune installazioni domestiche.

E il ferro zincato?

Per decenni è stato il materiale standard. Oggi, negli impianti idrosanitari domestici nuovi, è stato in gran parte sostituito dai materiali visti sopra, soprattutto per i problemi di corrosione interna nel lungo periodo.

I tubi per gli scarichi

Gli scarichi usano materiali diversi da quelli dell’acqua in pressione:

  • polipropilene (PP) con giunzioni a bicchiere e guarnizione, molto diffuso negli impianti domestici;
  • PVC, rigido, con giunzioni incollate o a guarnizione;
  • polietilene ad alta densità (PEHD), con giunzioni saldate, usato anche nelle colonne e nei tratti interrati;
  • tubi fonoassorbenti, a più strati, per ridurre il rumore delle colonne di scarico nei condomini.

Per gli scarichi contano soprattutto pendenze, diametri e ventilazione (scarichi che gorgogliano).

Tabella di confronto

CaratteristicaMultistratoPEXRamePPR
Resistenza alla corrosioneAltaAltaBuona, dipende dall’acquaAlta
Facilità di posaAltaAltaMediaMedia
FlessibilitàMantiene la formaMolto flessibileRigido o ricottoRigido
Dilatazione termicaBassaMedia-altaBassaAlta
RumorositàBassaBassaPiù altaBassa
Costo del materialeMedioMedioAltoBasso
Sostituibilità senza rompereNoSì, con guaina e collettoriNoNo

La posa conta quanto il materiale

Qualunque materiale si scelga, la durata dell’impianto dipende in larga parte da come viene posato. Alcuni aspetti che distinguono un lavoro fatto bene:

  • raccordi e attrezzi dello stesso sistema, secondo le indicazioni del produttore del tubo;
  • pressature complete e controllate, o saldature eseguite correttamente;
  • protezione dei tubi nelle tracce e nei massetti, con guaine dove previsto, per consentire le dilatazioni e proteggere da urti e malte;
  • isolamento delle tubazioni dell’acqua calda, per ridurre le dispersioni, e di quelle fredde nei punti a rischio condensa;
  • distanza o isolamento tra tubi dell’acqua fredda e tubi caldi o del riscaldamento;
  • fissaggi adeguati nei tratti a vista;
  • prova di tenuta in pressione prima di chiudere le tracce, con verifica del manometro per un tempo sufficiente;
  • documentazione fotografica dei percorsi prima della chiusura, molto utile per futuri interventi;
  • dichiarazione di conformità al termine dei lavori.

Un idraulico che propone di fare la prova di tenuta e di fotografare i percorsi prima di chiudere le tracce sta lavorando nel modo giusto.

Come scegliere, in pratica

Rifacimento di un bagno o di un appartamento. Multistrato o PEX con collettori sono le scelte più comuni. Il sistema a collettori con tubi in guaina è particolarmente vantaggioso per la manutenzione futura.

Riparazione di un tratto. Si sceglie il materiale più adatto a collegarsi a quello esistente, con i giunti appropriati.

Impianto di riscaldamento. Multistrato o PEX con barriera all’ossigeno, oppure rame nei tratti a vista.

Colonne condominiali. Spesso polipropilene, multistrato di grande diametro o altri materiali adatti, secondo il progetto.

Tratti esposti. Materiali protetti dai raggi solari e isolati dal gelo.

Le situazioni che vediamo più spesso

Il raccordo non pressato. Perdita dopo pochi mesi in un bagno rifatto: un raccordo del multistrato non era stato pressato fino in fondo. Il materiale non c’entrava: era un errore di posa.

Il rame con acqua aggressiva. Villetta alimentata da pozzo, con acqua molto dolce: tubi in rame forati in più punti dopo alcuni anni. Rifacimento in multistrato e trattamento dell’acqua.

Il collettore che salva il pavimento. Tubo in PEX danneggiato da un chiodo durante il montaggio di un battiscopa. Tubo in guaina: sfilato e sostituito senza rompere il pavimento.

Il misto rame-zincato. Nuovo tratto in rame a monte di tubazioni in ferro zincato: perdite accelerate nei mesi successivi. Inserimento di giunti dielettrici e sostituzione progressiva dello zincato.

Come ottenere un preventivo

Il preventivo dipende dal tipo di lavoro e dalle condizioni che il tecnico trova sul posto. Descrivici la situazione al telefono o su WhatsApp e ti diciamo cosa prevedere.

Gli interventi che capitano più spesso:

  • Tubazioni di un bagno in multistrato
  • Impianto con collettori e tubi in guaina (appartamento)
  • Riparazione tratto con giunti di transizione
  • Coibentazione tubazioni

Per approfondire il servizio: impianto idraulico.

Domande frequenti

Il multistrato dura quanto il rame?

Con materiali di qualità e una posa corretta, il multistrato ha una durata molto lunga. La qualità dei raccordi e della pressatura è decisiva.

Il PEX è sicuro per l’acqua potabile?

Sì, se è un prodotto certificato per l’uso con acqua destinata al consumo umano e installato secondo le indicazioni del produttore.

Posso collegare multistrato e rame?

Sì, con raccordi di transizione adatti. Attenzione invece al rame collegato a monte del ferro zincato.

Il multistrato fa rumore?

Meno del rame, perché trasmette meno le vibrazioni. I colpi d’ariete dipendono però soprattutto dalla pressione e dagli elettrodomestici.

Quale tubo si usa per il gas?

Per il gas si usano materiali e sistemi specifici, certificati per quell’uso e installati da imprese abilitate. Non si usano i tubi dell’acqua.

Conviene il sistema a collettori?

Costa un po’ di più, ma riduce le giunzioni nascoste e, con tubi in guaina, rende la manutenzione futura molto più semplice.

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