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Odore di gas in casa: cosa fare subito

Con il gas non esiste il "vediamo se passa". Esiste una sequenza precisa di azioni, e un paio di gesti istintivi (accendere la luce, suonare al vicino) da non fare in nessun caso.

  • 7 minuti di lettura
  • Aggiornato il 13 settembre 2026
Silvano, tecnico di pronto intervento a Torino
SilvanoIl tuo tecnico di fiducia a Torino
Indice dei contenuti
  1. Perché il gas ha odore
  2. La sequenza corretta, passo per passo
  3. Dopo l’emergenza: chi ripara cosa
  4. Le cause più frequenti di fuga
  5. Gli errori che vediamo più spesso
  6. Il monossido di carbonio: un rischio diverso
  7. La prevenzione: cosa fare oggi
  8. Una nota su di noi
  9. Domande frequenti

Non accendere né spegnere luci o apparecchi elettrici, non usare fiamme, apri porte e finestre, chiudi la valvola del gas al contatore se è raggiungibile senza rischi, esci di casa e chiama da fuori il pronto intervento gas (il numero è in bolletta, gratuito e attivo 24 ore su 24) oppure il 112. Avvisa i vicini bussando, non suonando.

L’odore di gas è uno dei pochi segnali domestici che richiedono una reazione immediata e ordinata. Non è il momento di cercare da dove viene, né di chiedere un parere sui social: è il momento di mettere in sicurezza le persone.

Questo articolo spiega cosa fare, perché (capire il motivo aiuta a ricordarsene sotto stress) e come ridurre le probabilità che succeda.

Perché il gas ha odore

Il metano distribuito nelle reti cittadine è, in natura, inodore. L’odore caratteristico (simile a uova marce o aglio) è dato da sostanze odorizzanti aggiunte appositamente, in quantità minime, proprio per rendere percepibile una fuga.

Lo stesso vale per il GPL delle bombole e dei serbatoi.

Questo significa una cosa importante: se senti odore di gas, c’è gas nell’aria. Non esistono falsi allarmi da ignorare, esistono solo verifiche da fare in sicurezza.

La sequenza corretta, passo per passo

1. Non toccare interruttori e apparecchi elettrici

È la regola più importante e la più controintuitiva. Istintivamente, entrando in una stanza buia si accende la luce. Con il gas nell’aria, non va fatto.

Ogni interruttore, nel momento in cui chiude o apre il circuito, produce una piccola scintilla interna. Normalmente è innocua. In presenza di una miscela di gas e aria nella giusta concentrazione, è sufficiente per l’innesco.

Questo vale per:

  • interruttori della luce, sia per accendere sia per spegnere;
  • campanelli e citofoni;
  • prese e spine (non staccare nulla);
  • elettrodomestici;
  • l’interruttore generale del quadro, se si trova nella zona interessata.

Se una luce è già accesa, lasciala accesa.

2. Nessuna fiamma, nessuna sigaretta

Ovvio, ma va detto: niente accendini, fiammiferi, candele. E se hai un fornello acceso, chiudilo dalla manopola.

3. Apri porte e finestre

Crea la massima ventilazione possibile, spalancando le finestre e aprendo le porte interne. L’obiettivo è abbassare la concentrazione del gas sotto la soglia di pericolo.

Una differenza utile da conoscere:

  • il metano è più leggero dell’aria e tende a salire verso il soffitto;
  • il GPL è più pesante dell’aria e si accumula in basso, vicino al pavimento, nelle cantine e nei locali interrati.

Con il GPL è quindi particolarmente importante aprire le aperture basse e non scendere in locali sotto il livello del suolo.

4. Chiudi la valvola del gas

Se è raggiungibile senza attraversare la zona dove l’odore è più forte, chiudi:

  • la valvola generale vicino al contatore (in genere una leva gialla: si chiude ruotandola perpendicolare al tubo);
  • oppure il rubinetto a monte dell’apparecchio sospetto, se lo individui con certezza;
  • per le bombole di GPL, il rubinetto sulla bombola.

Se la valvola è all’interno di un locale saturo di odore, non entrare: esci e lascia l’operazione ai tecnici.

5. Esci e fai uscire tutti

Porta fuori le persone e, se possibile, gli animali. Non fermarti a recuperare oggetti.

6. Avvisa i vicini bussando

Il campanello è un dispositivo elettrico: bussa alla porta. Nei condomini, avvisa l’amministratore o il portinaio appena sei al sicuro.

7. Chiama da fuori

Una volta all’esterno, a distanza dall’edificio, chiama:

  • il pronto intervento gas del distributore della tua zona: il numero verde è riportato in bolletta, è gratuito e attivo 24 ore su 24, tutti i giorni;
  • oppure il 112, che attiva i Vigili del Fuoco.

Il cellulare va usato all’esterno: anche un telefono può produrre piccole scintille nella batteria o nei contatti, e dentro un ambiente saturo non vale la pena correre il rischio.

8. Non rientrare finché non ti autorizzano

Attendi i tecnici o i Vigili del Fuoco e rientra solo quando hanno verificato che l’ambiente è sicuro.

Dopo l’emergenza: chi ripara cosa

Una volta messa in sicurezza la situazione, il distributore interviene sulla rete fino al contatore e, se individua una fuga sull’impianto interno, può sospendere la fornitura fino alla riparazione.

La riparazione dell’impianto interno (tubazioni a valle del contatore, raccordi, flessibili, rubinetti) spetta al proprietario e deve essere eseguita da un’impresa abilitata per gli impianti gas. Al termine dei lavori, l’impresa rilascia la dichiarazione di conformità.

La riparazione degli apparecchi (caldaia, piano cottura, scaldabagno a gas) spetta al tecnico abilitato o al centro assistenza del produttore.

Per la riattivazione della fornitura, il distributore richiede in genere la documentazione che attesta la messa in sicurezza dell’impianto.

Le cause più frequenti di fuga

Fornello aperto senza fiamma. Una pentola che trabocca spegne la fiamma, una manopola urtata apre il gas. I piani cottura moderni hanno la termocoppia, un dispositivo che chiude il gas se la fiamma si spegne; molti apparecchi datati no.

Tubo flessibile di gomma scaduto. I tubi in gomma che collegano il piano cottura all’impianto hanno una data di scadenza stampata sul tubo stesso. Con il tempo la gomma si indurisce, si crepa e perde tenuta, soprattutto vicino alle fascette. I flessibili in acciaio inox conformi alla norma EN 14800 sono la soluzione più duratura.

Raccordi allentati dopo lo spostamento di un mobile o di un elettrodomestico.

Rubinetti del gas usurati, soprattutto quelli a monte del piano cottura, raramente manovrati.

Caldaia o scaldabagno con componenti interni guasti.

Tubazioni corrose negli impianti più datati.

Lavori in casa che hanno danneggiato una tubazione nel muro, per esempio con un trapano.

Gli errori che vediamo più spesso

  • Cercare la perdita con una fiamma o un accendino. Non va fatto in nessuna circostanza.
  • Accendere la luce per vedere meglio.
  • Accendere la cappa per aspirare il gas: il motore della cappa produce scintille.
  • Staccare il generale del quadro nella zona satura.
  • Restare in casa a telefonare.
  • Aspettare che l’odore passi da solo, magari "aprendo un po’ la finestra".
  • Riaprire il gas dopo qualche ora "per vedere se l’odore torna".
  • Riparare da soli un raccordo o un flessibile.

Il monossido di carbonio: un rischio diverso

È importante non confondere la fuga di gas con il monossido di carbonio.

Il monossido si forma quando una combustione avviene male: caldaie non manutenute, canne fumarie ostruite, stufe in locali non ventilati, bracieri. A differenza del metano, non ha odore, non ha colore e non irrita: non te ne accorgi.

I sintomi dell’intossicazione sono subdoli e facilmente scambiabili per un malessere comune: mal di testa, nausea, vertigini, sonnolenza, confusione, spesso in più persone della stessa casa contemporaneamente, e che migliorano uscendo all’aria aperta.

Se sospetti un’intossicazione: spegni gli apparecchi a combustione se puoi farlo subito, apri le finestre, esci e chiama il 112.

L’unica difesa efficace è la combinazione di manutenzione periodica degli apparecchi e di un rilevatore di monossido certificato, installato secondo le istruzioni del produttore.

La prevenzione: cosa fare oggi

Controlla la scadenza del tubo in gomma del piano cottura. Se è scaduto o prossimo alla scadenza, fallo sostituire, meglio con un flessibile in acciaio a norma.

Fai eseguire la manutenzione della caldaia secondo le cadenze previste dal libretto di impianto e dalle normative regionali, con controllo dei fumi quando richiesto.

Installa un rilevatore di gas certificato:

  • per il metano, in alto, a pochi centimetri dal soffitto;
  • per il GPL, in basso, a pochi centimetri dal pavimento.

Alcuni modelli si collegano a un’elettrovalvola che chiude automaticamente il gas in caso di allarme.

Individua oggi la valvola generale del gas e verifica che si manovri. Scoprire dove si trova durante un’emergenza è la cosa peggiore che possa capitare.

Non ostruire le prese d’aria dei locali con apparecchi a gas: sono obbligatorie proprio per garantire una combustione corretta.

Chiudi il gas quando parti per più giorni.

Non far eseguire lavori sull’impianto gas da persone non abilitate.

Una nota su di noi

Il nostro servizio di pronto intervento riguarda idraulica, impianti elettrici e serrature. In caso di odore di gas il primo numero da chiamare non è il nostro: è il pronto intervento del distributore o il 112, gratuiti e attivi a ogni ora.

Dopo la messa in sicurezza, possiamo intervenire sull’impianto elettrico, sulle parti idrauliche o sull’accesso all’abitazione, se servono, e indicarti come organizzare la verifica dell’impianto gas da parte di un’impresa abilitata (pronto intervento H24).

Domande frequenti

Sento un leggero odore di gas solo vicino al fornello: è pericoloso?

Può essere il residuo di un’accensione mancata, ma può anche indicare una piccola perdita su rubinetti o flessibile. Chiudi il rubinetto del gas, ventila e fai verificare: le piccole perdite non si "assestano", peggiorano.

Posso usare il cellulare dentro casa se sento odore di gas?

È consigliabile uscire prima di telefonare. Il rischio è basso, ma in un ambiente saturo non ha senso correrlo.

Il pronto intervento gas si paga?

Il servizio di pronto intervento del distributore è gratuito per la messa in sicurezza. Le riparazioni dell’impianto interno sono invece a carico del proprietario.

Ogni quanto va sostituito il tubo del gas del fornello?

I tubi in gomma entro la data di scadenza stampata sul tubo. I flessibili in acciaio inox conformi alla norma EN 14800 hanno una durata molto maggiore, ma vanno comunque controllati periodicamente.

I rilevatori di gas sono affidabili?

Quelli certificati e installati correttamente sì, ma hanno una vita utile limitata indicata dal produttore, oltre la quale vanno sostituiti. Non sostituiscono la manutenzione degli apparecchi.

Come faccio a sapere chi è il distributore del gas nella mia zona?

È indicato in bolletta, insieme al numero di pronto intervento. Non va confuso con il venditore con cui hai il contratto: il distributore è il gestore della rete.

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