Indice dei contenuti
- L’amministratore è obbligatorio?
- Quali guasti riguardano tutti
- Le spese urgenti: cosa prevede la legge
- Organizzarsi prima: sei cose da fare
- Come dividere le spese
- La manutenzione che evita le urgenze
- Quando un vicino non collabora
- Quando conviene comunque un amministratore
- I guasti tipici dei piccoli condomini
- Le situazioni che vediamo più spesso
- Preventivo: come funziona
- Domande frequenti
La legge richiede un amministratore quando i condomini sono più di otto; nei condomini più piccoli se ne può fare a meno, ma le regole sulle parti comuni valgono comunque. In caso di guasto a una parte comune, il condomino che interviene di sua iniziativa ha diritto al rimborso solo se la spesa era davvero urgente; per i lavori non urgenti serve una decisione condivisa. Conviene organizzarsi prima: un referente, i contatti di tecnici di fiducia, una mappa di valvole, quadri e pozzetti comuni, un piccolo fondo per le emergenze e regole scritte su come decidere e dividere le spese. Questa è una guida generale, non una consulenza legale.
Molti pensano che un "condominio" esista solo quando c’è un amministratore. In realtà il condominio nasce automaticamente quando in un edificio ci sono parti comuni (scale, tetto, cortile, scarichi, portone) tra almeno due proprietari diversi. Anche una casa con due soli appartamenti di proprietari diversi è un condominio, detto a volte "condominio minimo".
L’amministratore è solo la figura che lo gestisce. Quando manca, la gestione ricade sui condomini stessi.
L’amministratore è obbligatorio?
- Più di otto condomini: la nomina è obbligatoria. Se l’assemblea non provvede, può provvedere l’autorità giudiziaria su ricorso anche di un solo condomino.
- Otto condomini o meno: la nomina è facoltativa. Molti piccoli condomini si gestiscono da soli, con un referente o a turno.
In entrambi i casi valgono le regole del codice civile sulle parti comuni, sulla ripartizione delle spese e sulle decisioni dell’assemblea.
Quali guasti riguardano tutti
| Guasto | Di solito riguarda | Chi si attiva |
|---|---|---|
| Colonna di scarico intasata o che perde | Parte comune | Condominio |
| Pozzetti e fognatura del cortile | Parte comune | Condominio |
| Perdita dalla tubazione principale prima delle diramazioni | Parte comune | Condominio |
| Tetto, grondaie, facciata | Parte comune | Condominio |
| Portone, cancello, citofono esterno | Parte comune | Condominio |
| Luci delle scale e dell’androne | Parte comune | Condominio |
| Tubazioni dopo la diramazione verso l’appartamento | Parte privata | Proprietario |
| Porta e serratura dell’appartamento | Parte privata | Proprietario |
È un orientamento: in alcuni casi, come i tratti di tubazione che servono un solo appartamento o i terrazzi a uso esclusivo, le regole sono più articolate (perdita in condominio).
Le spese urgenti: cosa prevede la legge
Il codice civile stabilisce che il condomino che si occupa delle parti comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di una spesa urgente.
Urgente significa, in sostanza, una spesa che non si può rimandare senza che ne derivi un danno. Qualche esempio pratico:
- la colonna di scarico intasata che fa risalire acqua negli appartamenti;
- una perdita da una tubazione comune che sta bagnando muri e soffitti;
- il portone che non si chiude più di notte, lasciando l’edificio aperto;
- il cancello bloccato che impedisce l’uscita dei veicoli;
- un guasto elettrico alle parti comuni che crea pericolo.
Non sono urgenti, invece, la tinteggiatura delle scale, la sostituzione di un citofono vecchio ma funzionante, il rifacimento della facciata.
Se intervieni in urgenza:
- avvisa subito gli altri condomini, anche con un messaggio nel gruppo;
- documenta il guasto con foto e video;
- chiedi al tecnico un preventivo o almeno l’indicazione dei costi prima di iniziare, quando possibile;
- fatti rilasciare fattura e una breve descrizione dell’intervento e della causa;
- condividi tutto con i vicini per la ripartizione.
Organizzarsi prima: sei cose da fare
1. Un referente e un sostituto
Una persona che si occupa di chiamare i tecnici e tenere i conti, e un’altra che la sostituisce quando è via.
2. La rubrica dei tecnici
Idraulico, elettricista, fabbro, ditta di spurghi, tecnico del cancello automatico, con i contatti per le urgenze serali e festive (pronto intervento H24).
3. La mappa delle parti comuni
- Dove si trovano la valvola generale dell’acqua e quelle delle colonne.
- Dove sono i contatori e il quadro delle luci condominiali.
- Dove sono i pozzetti e le ispezioni degli scarichi.
- Chi ha le chiavi di locali tecnici, cantine comuni e sottotetto.
4. Un fondo per le emergenze
Un piccolo importo versato da tutti, su un conto o in una cassa gestita dal referente, evita di dover anticipare di tasca propria una disotturazione notturna.
5. Regole scritte
Mettete per iscritto, anche con un verbale semplice firmato da tutti:
- fino a quale cifra il referente può autorizzare un intervento senza consultare gli altri;
- come si comunica: gruppo di messaggi, email;
- come si dividono le spese: millesimi, se esistono, o criteri concordati;
- come si conservano fatture e documenti.
6. Codice fiscale e assicurazione
Il condominio può avere un proprio codice fiscale, utile per intestare le fatture: chiedi indicazioni al tuo commercialista o a un CAF. Valutate anche una polizza globale fabbricati, che ha senso anche senza amministratore (assicurazione e danni da acqua).
Come dividere le spese
- Se esistono le tabelle millesimali, le spese per le parti comuni si ripartiscono in base ai millesimi.
- Se le tabelle non ci sono, si procede con i criteri concordati, meglio se scritti.
- Le spese per parti che servono solo alcuni condomini possono gravare solo su chi ne trae utilità.
- Se un guasto è causato da un singolo condomino, per esempio salviette o residui di lavori nella colonna, le spese possono essere addebitate a lui (colonna di scarico condominiale otturata).
La manutenzione che evita le urgenze
Anche un piccolo condominio ha bisogno di un calendario:
- pulizia dei pozzetti e delle caditoie del cortile;
- pulizia di grondaie e pluviali dopo la caduta delle foglie;
- controllo del portone, del chiudiporta e dell’elettroserratura;
- verifica delle luci delle scale e delle lampade di emergenza;
- manutenzione del cancello automatico, dove presente;
- controllo dell’autoclave, dove presente (l’autoclave si accende da sola).
Molte indicazioni del calendario pensato per gli amministratori valgono anche per chi si gestisce da solo (manutenzione del condominio).
Quando un vicino non collabora
- Comunica per iscritto, descrivendo il problema, i costi e la proposta.
- Convoca un’assemblea: in mancanza di amministratore, ciascun condomino può convocarla.
- Per le controversie in materia condominiale, prima di rivolgersi al giudice è in genere previsto un tentativo di mediazione.
- Valutate la nomina di un amministratore, anche se non obbligatoria: a volte è il modo più semplice per sbloccare le situazioni.
Quando conviene comunque un amministratore
Anche sotto la soglia dell’obbligo, un amministratore professionista può essere una buona scelta quando:
- sono in programma lavori importanti, come tetto, facciata o colonne;
- i condomini sono spesso assenti o vivono altrove;
- i rapporti tra vicini rendono difficile decidere.
Il costo va confrontato con il tempo risparmiato e con il valore dei lavori da seguire.
I guasti tipici dei piccoli condomini
- Portone che non si chiude o sbatte (come regolare il chiudiporta).
- Citofono che non suona (il citofono non suona).
- Cancello automatico fermo (il cancello automatico non si apre).
- Pozzetto del cortile otturato (pozzetto in cortile).
- Chiavi del portone da duplicare (chiavi del portone condominiale).
Le situazioni che vediamo più spesso
La palazzina di quattro famiglie. Colonna di scarico bloccata di domenica, acqua che risaliva al piano terra. Un condomino ha chiamato, gli altri sono stati avvisati nel gruppo e la spesa è stata divisa. Da allora c’è un fondo per le emergenze e una rubrica condivisa.
Il portone rimasto aperto. Elettroserratura del portone guasta il venerdì sera, edificio aperto per tutto il fine settimana perché nessuno voleva decidere. Oggi una regola scritta autorizza il referente a chiamare il fabbro per le urgenze entro una certa cifra.
Il pozzetto mai pulito. Casa con tre appartamenti e cortile comune, odori e ristagni dopo le piogge. Pozzetti mai puliti da anni. Spurgo e pulizia inseriti nel calendario annuale.
Le villette con lo scarico in comune. Cinque villette a schiera collegate alla fognatura con un tratto comune. Rigurgiti ricorrenti in una sola casa, la più bassa. La videoispezione ha mostrato radici nel tratto comune: intervento e spesa divisi tra tutti.
Preventivo: come funziona
Il costo dipende da cosa trova il tecnico, dai materiali necessari e dall’orario dell’intervento. Chiamaci o mandaci un messaggio su WhatsApp con una foto del problema: ti spieghiamo come procedere prima di intervenire.
Tra i lavori che eseguiamo più spesso per questo problema:
- Disotturazione della colonna di scarico
- Spurgo e pulizia dei pozzetti condominiali
- Videoispezione degli scarichi comuni
- Riparazione dell’elettroserratura del portone
- Regolazione o sostituzione del chiudiporta
- Riparazione del citofono condominiale
Trovi più dettagli nella pagina colonna di scarico.
Domande frequenti
Con meno di nove condomini l’amministratore non serve mai?
Non è obbligatorio, ma può essere utile, soprattutto se ci sono lavori importanti o difficoltà a trovare accordi.
Posso chiamare io l’idraulico e poi dividere la spesa?
Se la spesa è urgente sì, con diritto al rimborso. Per i lavori non urgenti serve prima una decisione condivisa.
A chi va intestata la fattura?
Al condominio, se ha un codice fiscale.
Chi stabilisce se un intervento era urgente?
È una valutazione di fatto: conta se la spesa poteva essere rimandata senza danni. Foto, descrizione del tecnico e comunicazioni immediate agli altri aiutano a dimostrarlo.
Un condomino può rifiutarsi di pagare la sua parte?
L’obbligo di contribuire alle spese per le parti comuni deriva dalla legge. In caso di contrasto si passa in genere dalla mediazione.
Serve un’assicurazione del fabbricato?
Non sempre è obbligatoria, ma è molto consigliata: i danni da acqua e la responsabilità civile verso terzi possono avere costi elevati.
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