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Casa in affitto: chi paga le riparazioni

La caldaia si blocca, il rubinetto gocciola, la serratura si rompe. In una casa in affitto, prima ancora di chiamare il tecnico, arriva la domanda: pago io o paga il proprietario? La risposta dipende da un principio semplice e da qualche distinzione importante.

  • 7 minuti di lettura
  • Aggiornato il 13 settembre 2026
Silvano, tecnico di pronto intervento a Torino
SilvanoIl tuo tecnico di fiducia a Torino
Indice dei contenuti
  1. Il principio: uso contro vetustà
  2. Esempi concreti
  3. Il caso delle riparazioni urgenti
  4. Come segnalare un guasto al proprietario
  5. Il caso degli affitti brevi e degli studenti
  6. Cosa non fare
  7. Il ruolo del verbale di consegna
  8. Il contratto
  9. Le spese condominiali
  10. Le situazioni che vediamo più spesso
  11. Domande frequenti

In linea generale il proprietario deve consegnare la casa in buono stato e sostenere le riparazioni necessarie, comprese quelle dovute all’usura e alla vetustà degli impianti, mentre l’inquilino paga le piccole riparazioni di manutenzione legate all’uso quotidiano e i danni causati da uso scorretto. Il contratto può precisare la ripartizione. In caso di guasto, l’inquilino deve avvisare subito il proprietario, meglio per iscritto; per le riparazioni urgenti può provvedere direttamente e chiedere il rimborso, informando contestualmente il proprietario.

Il contratto di locazione e i fatti concreti possono cambiare chi deve pagare: nei casi contestati, con il contratto alla mano, conviene sentire un avvocato o un’associazione di proprietari o inquilini.

Il principio: uso contro vetustà

Il Codice civile disciplina gli obblighi delle parti nella locazione. Semplificando:

Il proprietario deve consegnare la casa in buono stato di manutenzione e mantenerla in condizione di servire all’uso concordato. Deve quindi eseguire le riparazioni necessarie, con l’eccezione di quelle di piccola manutenzione.

L’inquilino deve sostenere le piccole riparazioni, cioè quelle dipendenti da deterioramenti prodotti dall’uso, e non quelle dovute a vetustà o a caso fortuito. Deve inoltre usare la casa con diligenza e restituirla nello stato in cui l’ha ricevuta, salvo il normale deterioramento.

La domanda da porsi, quindi, non è "cosa si è rotto", ma perché si è rotto:

  • per il normale uso quotidiano di un componente di consumo? → in genere l’inquilino;
  • per usura, invecchiamento, difetti dell’impianto o della struttura? → in genere il proprietario;
  • per uso scorretto o negligenza? → l’inquilino.

Esempi concreti

Gli esempi che seguono riflettono gli orientamenti più diffusi e le tabelle di ripartizione usate come riferimento in molti contratti. Il contratto può prevedere diversamente.

Idraulica

InterventoIn linea generale
Sostituzione guarnizioni e cartucce dei rubinettiInquilino
Pulizia perlatori, soffioni, sifoniInquilino
Disotturazione per uso scorretto (salviette, grasso)Inquilino
Sostituzione flessibili usurati dall’usoInquilino
Rottura di tubazioni nei muri o sotto i pavimentiProprietario
Sostituzione di rubinetteria e sanitari per vetustàProprietario
Rifacimento impianto idricoProprietario
Colonne condominialiCondominio, ripartito come previsto

Riscaldamento e acqua calda

InterventoIn linea generale
Manutenzione ordinaria della caldaia e controlli periodiciInquilino
Sfiato dei radiatori e ricarica della pressioneInquilino
Riparazione della caldaia per guasto non dovuto a uso scorrettoDa valutare: spesso proprietario per i componenti principali
Sostituzione della caldaia a fine vitaProprietario
Sostituzione dello scaldabagno a fine vitaProprietario

Impianto elettrico

InterventoIn linea generale
Sostituzione lampadine e piccoli componenti di consumoInquilino
Riparazione di prese e interruttori rotti per usoInquilino
Adeguamento dell’impianto, differenziale mancante, terraProprietario
Guasti dovuti a vetustà dell’impiantoProprietario
Danni causati da apparecchi dell’inquilinoInquilino

Serrature e porte

InterventoIn linea generale
Duplicazione di chiaviInquilino
Apertura della porta per chiavi perse o dimenticateInquilino
Cambio del cilindro per chiavi perseInquilino
Serratura che si rompe per usura e vetustàProprietario
Lubrificazione e piccole regolazioniInquilino
Sostituzione della porta d’ingressoProprietario

Il caso delle riparazioni urgenti

Se il guasto è urgente (una perdita d’acqua, un blackout, una porta che non si chiude) non si può aspettare giorni per decidere chi paga.

Il principio generale è questo: l’inquilino deve avvisare il proprietario; per le riparazioni urgenti, può provvedere direttamente, dandone contestuale avviso al proprietario, e chiedere il rimborso delle spese che spettano a quest’ultimo.

In pratica:

  1. Metti in sicurezza: chiudi l’acqua, togli la corrente nella zona interessata, proteggi i beni (come chiudere l’acqua).
  2. Avvisa subito il proprietario, anche con un messaggio, e fotografa la situazione.
  3. Se il proprietario non risponde e l’intervento non può attendere, chiama il tecnico.
  4. Conserva la fattura, con la descrizione del guasto e dell’intervento.
  5. Invia al proprietario fattura, foto e una breve relazione del tecnico sulla causa.

La descrizione della causa nella fattura o nella relazione del tecnico è fondamentale: è ciò che permette di capire se il guasto è dovuto a usura o a uso.

Come segnalare un guasto al proprietario

Il modo in cui si comunica un guasto fa spesso la differenza tra una soluzione rapida e una discussione lunga. Alcuni suggerimenti pratici.

Scrivi, non solo telefonare. Una telefonata va bene per l’urgenza, ma va sempre seguita da un messaggio scritto (e-mail, messaggio, o una comunicazione tracciabile per le questioni più importanti) che resti come prova della data e del contenuto.

Descrivi con precisione. Cosa è successo, da quando, dove, con quali conseguenze. "La caldaia va in blocco con il codice E10 da martedì, la pressione scende sotto 1 bar ogni due giorni" è molto più utile di "la caldaia non va".

Allega foto e video. Del guasto, di eventuali danni, del display con i codici di errore, del contatore.

Indica cosa hai già fatto. Hai chiuso l’acqua? Hai ricaricato la pressione? Hai staccato una linea del quadro?

Proponi una soluzione. "Posso far venire un tecnico domani mattina, se sei d’accordo" accelera molto i tempi.

Chiedi una risposta entro un termine ragionevole, soprattutto se il guasto limita l’uso della casa.

Conserva tutto: messaggi, fatture, relazioni tecniche.

Un esempio di messaggio efficace:

*Buongiorno, da ieri sera la caldaia va in blocco con codice di pressione bassa. L’ho ricaricata due volte, ma la pressione scende di nuovo. Non ci sono perdite visibili. Allego le foto del manometro e del display. Posso chiamare un tecnico per una verifica? Se preferisci indicarne uno tu, fammi sapere entro domani. Grazie.*

Il caso degli affitti brevi e degli studenti

Negli affitti brevi e nelle locazioni a studenti, i ruoli sono spesso meno chiari e i tempi più stretti.

  • Affitti brevi: il gestore o il proprietario deve garantire un contatto di emergenza e un piano per i guasti più comuni. Gli ospiti non dovrebbero dover chiamare tecnici di propria iniziativa, salvo emergenze reali.
  • Studenti e appartamenti condivisi: conviene stabilire chi comunica con il proprietario, per evitare segnalazioni doppie o mancate. Le spese di piccola manutenzione vanno ripartite tra gli inquilini secondo gli accordi presi.
  • In entrambi i casi: una lista di istruzioni in casa (dove si chiude l’acqua, dov’è il quadro, a chi telefonare) riduce molto i danni dei guasti improvvisi (kit di emergenza per la casa).

Cosa non fare

  • Non trattenere l’affitto per compensare riparazioni non pagate: è una scelta rischiosa, che può esporre a contestazioni e azioni per morosità.
  • Non far eseguire lavori importanti senza avvisare il proprietario, salvo reale urgenza.
  • Non fare riparazioni improvvisate che peggiorano il danno: possono diventare una tua responsabilità.
  • Non ignorare piccoli guasti che, trascurati, diventano grandi: un rubinetto che gocciola o un silicone rovinato possono causare infiltrazioni verso i vicini.
  • Non buttare i componenti sostituiti se c’è una discussione in corso.

Il ruolo del verbale di consegna

Molte discussioni si evitano all’inizio della locazione. Un verbale di consegna con foto e annotazione dei difetti esistenti permette di dimostrare che un problema c’era già (casa in affitto: cosa controllare all’ingresso).

Allo stesso modo, a fine locazione, un verbale di riconsegna chiarisce lo stato della casa e riduce le contestazioni sul deposito cauzionale.

Il contratto

Il contratto di locazione può specificare la ripartizione delle spese di manutenzione, per esempio richiamando tabelle di ripartizione concordate tra le associazioni di proprietari e inquilini, oppure elencando casi specifici.

Leggerlo prima di firmare, e chiedere chiarimenti sulle clausole relative a caldaia, impianti e spese condominiali, è il modo più semplice per evitare sorprese.

Le spese condominiali

Anche le spese condominiali si ripartiscono tra proprietario e inquilino. In linea generale:

  • le spese per i servizi comuni (pulizia, illuminazione delle scale, ascensore, portierato, acqua comune) sono in gran parte a carico dell’inquilino;
  • le spese straordinarie (rifacimento di tetti, facciate, colonne, impianti comuni) sono a carico del proprietario.

Le situazioni che vediamo più spesso

Il rubinetto e la caldaia. Inquilino che chiama per un rubinetto che gocciola e, nella stessa uscita, per la caldaia che va in blocco. Guarnizione del rubinetto a suo carico; sonda della caldaia guasta per vetustà, a carico del proprietario, come indicato in fattura.

Il WC intasato. Disotturazione del WC: il tecnico ha estratto salviette. Spesa a carico dell’inquilino.

La serratura consumata. Cilindro della porta d’ingresso di vent’anni, chiave che si è bloccata. Nessun uso scorretto: sostituzione a carico del proprietario.

La perdita nel muro. Macchia sul muro del bagno, tubo corroso incassato. Intervento urgente chiamato dall’inquilino dopo aver avvisato il proprietario per messaggio. Rimborso con fattura e relazione.

Domande frequenti

La manutenzione della caldaia la paga l’inquilino?

In linea generale sì, la manutenzione ordinaria e i controlli periodici. La sostituzione della caldaia o di componenti principali guasti per vetustà sono di norma a carico del proprietario.

Se perdo le chiavi chi paga il fabbro?

L’inquilino, sia per l’apertura sia per l’eventuale sostituzione del cilindro (chiavi perse).

Posso scegliere io il tecnico?

Per le spese a tuo carico sì. Per quelle a carico del proprietario conviene accordarsi, salvo urgenze.

Il proprietario non vuole pagare una riparazione necessaria: cosa faccio?

Documenta tutto per iscritto, con la relazione del tecnico sulla causa. Se non si trova un accordo, rivolgiti a un’associazione di inquilini o a un legale.

Chi paga i danni al vicino causati da una perdita in casa?

Dipende dalla causa: se dovuta all’uso (per esempio un flessibile della lavatrice), in genere l’inquilino; se dovuta a impianti strutturali, il proprietario. Le polizze di responsabilità civile possono coprire (infiltrazioni: chi paga).

Posso detrarre le riparazioni dall’affitto?

È sconsigliato farlo di propria iniziativa. Meglio chiedere il rimborso con la documentazione, o concordare per iscritto con il proprietario una compensazione.

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