Indice dei contenuti
- Perché nell’acqua c’è il cloro
- Perché a volte l’odore è più forte
- È pericoloso?
- Cloro o altro? Come riconoscere gli odori dell’acqua
- La prova del bicchiere
- Come attenuare il sapore di cloro
- Quando il problema è nell’impianto di casa o del condominio
- Cloro, pelle e capelli
- Acqua per acquari, animali e piante
- Le situazioni che vediamo più spesso
- Richiedere un preventivo
- Domande frequenti
Un leggero odore o sapore di cloro è di solito normale: i gestori del servizio idrico usano disinfettanti a base di cloro per mantenere l’acqua sicura lungo tutta la rete, e una piccola quantità residua arriva fino al rubinetto. L’odore si sente di più dopo lavori sulla rete, nelle case vicine ai punti di trattamento e con l’acqua calda. Per attenuarlo basta lasciare riposare l’acqua in una caraffa in frigorifero o usare un filtro a carboni attivi mantenuto correttamente. Va invece segnalato al gestore un odore improvviso e molto forte, soprattutto se accompagnato da cambi di colore o torbidità; odori diversi dal cloro, come uova marce, muffa o solvente, hanno altre cause da verificare.
L’acqua che arriva nelle nostre case percorre chilometri di tubazioni, serbatoi e impianti prima di uscire dal rubinetto. Per garantire che resti sicura dal punto di vista microbiologico lungo tutto il percorso, i gestori del servizio idrico la disinfettano, e uno dei metodi più diffusi prevede l’uso di composti a base di cloro.
A Torino il servizio idrico è gestito da SMAT, che opera anche in molti comuni della provincia; in ogni caso, il nome del gestore è riportato in bolletta. I gestori pubblicano i dati di qualità dell’acqua distribuita, spesso consultabili per comune sul proprio sito.
Perché nell’acqua c’è il cloro
La disinfezione serve a due scopi:
- eliminare eventuali microrganismi presenti nell’acqua all’origine, insieme agli altri trattamenti di potabilizzazione;
- proteggere l’acqua lungo la rete di distribuzione, dove potrebbe contaminarsi: per questo si mantiene una piccola quantità di disinfettante residuo, che arriva fino al rubinetto.
Le norme sull’acqua destinata al consumo umano prevedono controlli sistematici e valori di riferimento per molti parametri, compresi i sottoprodotti della disinfezione. Il gestore effettua i controlli lungo la rete, e anche le autorità sanitarie svolgono le proprie verifiche.
In altre parole: un leggero odore di cloro indica che il disinfettante sta facendo il suo lavoro.
Perché a volte l’odore è più forte
La quantità di disinfettante residuo non è sempre identica. L’odore si avverte di più:
- dopo lavori sulla rete, come riparazioni di condotte o nuovi allacciamenti: le tubazioni vengono disinfettate prima della rimessa in servizio;
- in periodi di manutenzione di serbatoi e impianti;
- quando il gestore regola la disinfezione in base alle condizioni della rete;
- nelle case vicine agli impianti di trattamento o ai punti di immissione in rete, dove il residuo è maggiore;
- con l’acqua calda, perché il calore favorisce la liberazione delle sostanze volatili: sotto la doccia l’odore può sembrare più intenso;
- in estate, quando la temperatura dell’acqua è più alta.
Anche la sensibilità personale conta: alcune persone percepiscono il cloro a concentrazioni molto basse, altre non lo sentono affatto.
È pericoloso?
Un odore leggero di cloro, in acqua distribuita dalla rete pubblica e controllata, non è di per sé un segnale di pericolo: le quantità residue sono quelle previste per mantenere l’acqua sicura.
Diverso è il caso di:
- un odore improvviso e molto intenso, molto diverso dal solito;
- acqua torbida, colorata o con particelle insieme all’odore (acqua marrone dal rubinetto);
- odori diversi dal cloro, come solvente, carburante o sostanze chimiche;
- disturbi che si pensa possano essere collegati all’acqua.
In questi casi conviene non bere l’acqua, contattare il gestore e, per qualsiasi dubbio sulla salute, il proprio medico.
Cloro o altro? Come riconoscere gli odori dell’acqua
Non tutti gli odori "strani" sono cloro. Riconoscerli aiuta a capire da dove arrivano.
| Odore | Causa più probabile | Cosa fare |
|---|---|---|
| Cloro, piscina | Disinfettante residuo della rete | Normale se leggero; segnala se improvviso e forte |
| Uova marce | Spesso l’acqua calda del boiler, per reazioni interne all’apparecchio | Verifica di scaldabagno e anodo |
| Muffa, terra, stantio | Acqua ferma a lungo, filtri o depuratori non mantenuti | Far scorrere, manutenzione dei dispositivi |
| Metallico | Acqua ferma in tubazioni metalliche, tubi datati | Far scorrere; valutare lo stato dei tubi |
| Plastica, gomma | Flessibili o componenti non idonei, impianti nuovi | Verifica dei materiali |
| Solvente, carburante | Possibile contaminazione | Non bere, contattare il gestore |
| Fogna vicino al lavandino | Non è l’acqua: è lo scarico | Pulizia di sifone e scarichi |
L’ultimo caso è più comune di quanto si pensi: l’odore che senti vicino al lavandino può salire dallo scarico, non dal rubinetto (cattivi odori dagli scarichi).
La prova del bicchiere
Per capire se l’odore è davvero nell’acqua:
- Lascia scorrere l’acqua fredda per qualche istante.
- Riempi un bicchiere e allontanati dal lavandino, in un’altra stanza.
- Annusa l’acqua: se l’odore c’è ancora, è nell’acqua; se sparisce, probabilmente veniva dallo scarico.
- Ripeti con l’acqua calda: se l’odore c’è solo nella calda, il problema può riguardare lo scaldabagno o la caldaia.
- Confronta con altri rubinetti di casa: se l’odore c’è solo in uno, conta quel punto dell’impianto, per esempio un filtro o un flessibile.
- Chiedi ai vicini: se lo sentono tutti, la causa è a monte, nella rete o nell’impianto condominiale.
Come attenuare il sapore di cloro
La caraffa in frigorifero
Il metodo più semplice: riempi una caraffa di vetro, lasciala riposare per qualche ora (il cloro residuo tende a disperdersi) e conservala in frigorifero. L’acqua fredda, inoltre, ha un sapore meno percepibile. Consuma l’acqua entro breve tempo e lava spesso la caraffa.
Le caraffe filtranti
Le caraffe con filtro a carboni attivi riducono il sapore di cloro. Funzionano bene solo se il filtro viene sostituito con la frequenza indicata dal produttore: un filtro esaurito non filtra più e può diventare un ambiente favorevole ai batteri.
I depuratori sotto il lavello
I depuratori con filtri a carboni attivi installati sotto il lavello forniscono acqua trattata da un rubinetto dedicato. Anche qui contano:
- la scelta di apparecchi conformi alla normativa sui dispositivi di trattamento dell’acqua potabile;
- l’installazione corretta, con rubinetto d’arresto e raccordi idonei;
- la manutenzione periodica, con sostituzione dei filtri e sanificazione.
Un depuratore trascurato peggiora la qualità dell’acqua invece di migliorarla.
Portare l’acqua a bollore
Anche la bollitura riduce l’odore di cloro, per esempio per il tè o le tisane. Non ha senso invece bollire sistematicamente l’acqua da bere solo per questo motivo.
Quando il problema è nell’impianto di casa o del condominio
A volte l’odore non dipende dalla rete, ma da ciò che succede dopo il contatore.
Serbatoi di accumulo e autoclavi
Negli edifici con serbatoi di accumulo o autoclave, l’acqua può restare ferma a lungo. Serbatoi non puliti e non disinfettati periodicamente possono dare odori e sapori anomali. La manutenzione è a carico del condominio e va programmata dall’amministratore (autoclave).
Dosatori e sistemi di trattamento
Dosatori di prodotti anticalcare, addolcitori e altri sistemi installati all’ingresso dell’impianto richiedono regolazione e manutenzione. Un dispositivo regolato male o non mantenuto può alterare odore e sapore dell’acqua (addolcitore dell’acqua).
Tratti di impianto poco utilizzati
In una seconda casa, in un bagno usato raramente o dopo una lunga assenza, l’acqua ferma nei tubi perde il disinfettante residuo e può prendere odori di stantio. Prima di usarla per bere, lascia scorrere l’acqua fredda da tutti i rubinetti per qualche minuto.
Tubazioni e componenti non idonei
Flessibili, tubi e raccordi non adatti all’acqua potabile possono rilasciare odori di gomma o plastica. Negli impianti nuovi, un leggero odore iniziale può scomparire dopo i primi lavaggi; se persiste, va verificato (multistrato, rame o PEX).
Cloro, pelle e capelli
Alcune persone con pelle sensibile notano secchezza o fastidio dopo la doccia e lo attribuiscono al cloro. In commercio esistono filtri per la doccia, con efficacia variabile. Per disturbi della pelle o delle vie respiratorie, il riferimento resta il medico o il dermatologo, che può valutare anche altre cause, come la durezza dell’acqua o i detergenti usati.
Acqua per acquari, animali e piante
- Per gli acquari, il cloro residuo può essere dannoso per pesci e batteri utili: si usano biocondizionatori specifici, seguendo le istruzioni.
- Per cani e gatti, l’acqua del rubinetto va generalmente bene; se l’animale sembra rifiutarla, si può offrire acqua lasciata riposare.
- Per le piante, l’acqua del rubinetto è di solito adatta; per le specie più delicate, lasciarla riposare un giorno in un annaffiatoio aperto aiuta.
Le situazioni che vediamo più spesso
Dopo i lavori in strada. Odore di cloro intenso per un paio di giorni in tutto il palazzo, dopo la riparazione di una condotta nella via. Era la disinfezione prevista prima della rimessa in servizio: tutto tornato normale senza interventi.
L’odore che veniva dal sifone. Cliente convinta che l’acqua della cucina "puzzasse". Con la prova del bicchiere in un’altra stanza l’acqua era inodore: l’odore saliva dal sifone del lavello, pieno di residui. Pulizia dello scarico.
Il depuratore dimenticato. Acqua dal rubinetto del depuratore con odore di stantio. Filtri mai sostituiti da oltre due anni. Sostituzione dei filtri e sanificazione, con un promemoria per la manutenzione.
Il serbatoio condominiale. Edificio datato con serbatoio di accumulo in cantina, lamentele diffuse per sapore e odore anomali. Relazione all’amministratore, pulizia e disinfezione del serbatoio affidate a una ditta specializzata e verifica delle valvole.
Richiedere un preventivo
Nella maggior parte dei casi non serve nessun intervento. Quando il problema è nell’impianto, i costi dipendono dalla causa.
Per capire quale intervento serve nel tuo caso, la strada più rapida è una telefonata o un messaggio su WhatsApp: con qualche foto il tecnico inquadra subito la situazione e ti propone la soluzione più adatta.
Le lavorazioni più frequenti:
- Sopralluogo e verifica dell’impianto interno
- Sostituzione di flessibili non idonei
- Pulizia di sifone e scarichi
- Installazione depuratore sotto lavello
- Analisi dell’acqua in laboratorio
- Pulizia e disinfezione serbatoio condominiale
Approfondisci: manutenzione impianto idraulico.
Domande frequenti
L’acqua che sa di cloro si può bere?
In genere sì, se l’odore è leggero e l’acqua è limpida. Se l’odore è improvviso e molto forte o l’acqua cambia aspetto, contatta il gestore prima di berla.
Quanto dura l’odore dopo i lavori sulla rete?
Di solito da qualche ora a pochi giorni. Se persiste a lungo, conviene chiedere informazioni al gestore.
Le caraffe filtranti eliminano il cloro?
I filtri a carboni attivi lo riducono sensibilmente, a condizione di sostituirli con la frequenza indicata.
Perché sotto la doccia l’odore è più forte?
Il calore favorisce la liberazione delle sostanze volatili, e il vapore le porta verso il naso.
Dove trovo i dati sulla qualità dell’acqua del mio comune?
Sul sito del gestore del servizio idrico, indicato in bolletta, che pubblica i risultati delle analisi.
L’acqua in bottiglia è più sicura di quella del rubinetto?
Entrambe sono soggette a controlli. La scelta dipende soprattutto da gusto e abitudini; se l’impianto di casa è molto datato, conviene verificarne lo stato.
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