Indice dei contenuti
- I modi di ricaricare a casa
- Quanta potenza serve davvero
- Il contratto e il contatore
- La linea e le protezioni
- Monofase o trifase?
- Nel box condominiale
- Villette e posti auto esterni
- Fotovoltaico e ricarica
- La sicurezza di tutti i giorni
- Senza box: posto auto condominiale e alternative
- Wallbox e blackout
- Documenti
- Le situazioni che vediamo più spesso
- Come ottenere un preventivo
- Domande frequenti
Per ricaricare a casa in modo sicuro e regolare conviene installare una wallbox su una linea dedicata, con le protezioni specifiche previste per la ricarica dei veicoli elettrici, alimentata dal proprio contatore o da una fornitura dedicata. La potenza di ricarica va scelta in base al contratto e agli altri consumi: con un contratto da 3 kW si può ricaricare lentamente gestendo i carichi, e molte wallbox modulano la potenza per non far staccare il contatore. La presa domestica con il cavo in dotazione è una soluzione occasionale, non quotidiana. Nei box condominiali la linea deve partire dal proprio contatore o da una nuova fornitura, mai dall’impianto delle parti comuni, e l’installazione va comunicata all’amministratore nel rispetto delle regole di sicurezza dell’autorimessa. A lavoro finito, l’impresa rilascia la dichiarazione di conformità.
L’auto elettrica sposta sull’impianto di casa un consumo importante e prolungato: diverse ore di assorbimento continuo, spesso di notte, spesso in un box con un impianto pensato solo per una lampadina e una presa. È per questo che la ricarica domestica va progettata, non improvvisata.
I modi di ricaricare a casa
La presa domestica con il cavo in dotazione
Molte auto hanno un cavo con un piccolo box di controllo da collegare a una presa. Funziona, ma:
- la potenza è bassa e i tempi lunghi;
- una presa domestica non è pensata per lavorare per ore alla massima corrente: contatti non perfetti e prese datate possono surriscaldarsi (presa che scalda o annerita);
- prolunghe e adattatori sono da evitare (ciabatte e prolunghe).
È una soluzione per le emergenze o per un uso occasionale, su una presa in ottimo stato e adatta al carico.
La wallbox
Una wallbox è un punto di ricarica fisso, installato a parete o su colonnina, che comunica con l’auto e gestisce la ricarica in sicurezza. Permette potenze più alte, protezioni dedicate e, in molti modelli, la gestione intelligente della potenza e la programmazione.
Quanta potenza serve davvero
La velocità di ricarica dipende dalla potenza della wallbox, dal contratto di casa e dal caricatore di bordo dell’auto, che accetta una potenza massima.
| Potenza di ricarica | Alimentazione | Autonomia recuperata, indicativamente, per ogni ora |
|---|---|---|
| 2,3 kW | Monofase | 10 – 15 km |
| 3,7 kW | Monofase | 18 – 25 km |
| 7,4 kW | Monofase, con contratti di potenza elevata | 35 – 50 km |
| 11 kW | Trifase | 55 – 75 km |
I valori cambiano molto secondo l’auto, la stagione e lo stile di guida. Un dato utile: chi percorre 30–50 km al giorno recupera l’autonomia in una notte anche con potenze basse.
Il contratto e il contatore
Il limite reale è spesso la potenza del contratto: con 3 kW, ricaricare a piena potenza mentre in casa funzionano forno, lavatrice o climatizzatore fa staccare il contatore (contatore da 3 kW o 4,5 kW).
Le soluzioni:
- gestione dinamica della potenza: un sensore misura i consumi di casa e la wallbox riduce la ricarica quando servono altri apparecchi;
- aumento di potenza del contratto, con richiesta al venditore di energia;
- ricarica programmata nelle ore notturne, quando gli altri consumi sono bassi;
- offerte dedicate alla ricarica, secondo quanto proposto dai venditori e dalle regole in vigore.
La linea e le protezioni
Una wallbox richiede un impianto dedicato:
- linea separata dal quadro, con cavo di sezione adeguata alla corrente e alla lunghezza del percorso;
- interruttore magnetotermico dedicato;
- protezione differenziale del tipo previsto per la ricarica dei veicoli: le regole impiantistiche richiedono protezioni adatte anche alle correnti di guasto in continua, garantite da differenziali specifici o da dispositivi integrati nella wallbox;
- messa a terra efficiente (messa a terra);
- scaricatore di sovratensione, consigliato soprattutto nelle case indipendenti (scaricatore di sovratensione);
- wallbox con protezione adeguata all’ambiente: box, posto auto esterno, zone esposte a urti.
Prima di tutto, conviene una verifica del quadro e dell’impianto esistente (quadro elettrico vecchio).
Monofase o trifase?
- La maggior parte delle case ha una fornitura monofase, sufficiente per ricariche domestiche fino a potenze medie.
- Con una fornitura trifase si possono raggiungere potenze maggiori, se l’auto le accetta.
- Passare al trifase ha costi e implicazioni sull’impianto: va valutato solo se serve davvero.
Nel box condominiale
È la situazione più frequente in città, e la più delicata.
Da dove arriva la corrente?
- Dal contatore del proprio appartamento, con una linea dedicata fino al box. È possibile se la distanza e i percorsi lo consentono, spesso attraversando spazi comuni.
- Da una nuova fornitura dedicata al box, con un contatore proprio, richiesta al distributore tramite il venditore.
- Mai dalla presa o dall’impianto delle parti comuni: l’energia sarebbe pagata da tutti i condomini e l’impianto non è dimensionato per questo carico.
Il condominio
- L’installazione va comunicata all’amministratore, soprattutto se i cavi passano in spazi comuni.
- Le regole per installare punti di ricarica nei parcheggi condominiali sono state semplificate negli ultimi anni, ma vanno rispettate modalità, sicurezza e decoro: verifica con l’amministratore.
- Le autorimesse soggette ai controlli di prevenzione incendi hanno indicazioni specifiche per l’installazione dei punti di ricarica.
- Il condominio può decidere anche un’infrastruttura comune di ricarica, con ripartizione dei costi tra chi la usa.
Villette e posti auto esterni
- Wallbox da esterno, con grado di protezione adeguato a pioggia e polvere.
- Cavo della wallbox protetto dagli schiacciamenti delle ruote e dalle intemperie.
- Posizione comoda rispetto alla presa di ricarica dell’auto, per evitare cavi tesi.
- Illuminazione del posto auto (luci esterne con sensore).
Fotovoltaico e ricarica
Con un impianto fotovoltaico, molte wallbox possono ricaricare usando l’energia in eccesso prodotta di giorno, modulando la potenza in base alla produzione. È la combinazione più conveniente per chi ha l’auto a casa nelle ore di sole (fotovoltaico e blackout).
La sicurezza di tutti i giorni
- Controlla periodicamente il cavo di ricarica e il connettore: niente tagli, schiacciamenti o parti annerite.
- Non usare prolunghe, adattatori o ciabatte per ricaricare l’auto.
- Riavvolgi il cavo sull’apposito supporto: un cavo a terra si calpesta, si schiaccia con le ruote e ci si inciampa.
- Evita di ricaricare con il connettore bagnato o in presenza di pozze d’acqua sotto la wallbox.
- Tieni sgombra la zona attorno alla wallbox, senza materiali infiammabili accatastati.
- Segui gli aggiornamenti e le indicazioni del produttore della wallbox.
Senza box: posto auto condominiale e alternative
Chi ha un posto auto scoperto in un cortile condominiale può installare un punto di ricarica solo con una soluzione concordata con il condominio, per alimentazione, percorso dei cavi e posizione. In alternativa:
- valutare con l’assemblea un’infrastruttura comune, con contabilizzazione dei consumi di ciascuno;
- usare la ricarica pubblica vicino a casa o al lavoro;
- sfruttare la ricarica sul posto di lavoro, dove disponibile.
Wallbox e blackout
Durante un blackout la wallbox non ricarica, e un impianto fotovoltaico tradizionale senza sistema di backup si spegne insieme alla rete. Se l’auto serve per esigenze importanti (lavoro su turni, assistenza a familiari) conviene non arrivare mai con la batteria quasi scarica e programmare le ricariche con un po’ di margine.
Documenti
- Dichiarazione di conformità della nuova linea e dell’installazione della wallbox.
- Manuale e certificazioni della wallbox.
Le situazioni che vediamo più spesso
Il cavo sulla presa del box. Auto ricaricata ogni notte con il cavo in dotazione su una vecchia presa del box. Spina e presa calde, plastica deformata. Linea dedicata dal contatore dell’appartamento e wallbox con gestione della potenza.
Il box senza corrente propria. Box in un’autorimessa condominiale alimentato solo dalla luce comune. Richiesta di una nuova fornitura dedicata e installazione della wallbox, in accordo con l’amministratore.
Il contatore da 3 kW. Famiglia con piano a induzione e auto elettrica, distacchi continui la sera. Wallbox con sensore dei consumi: la ricarica rallenta quando si cucina e riprende dopo.
La villetta con il fotovoltaico. Auto a casa nelle ore centrali, wallbox configurata per usare la produzione in eccesso: gran parte dei chilometri percorsi con energia autoprodotta.
Come ottenere un preventivo
Il costo dipende da cosa trova il tecnico, dai materiali necessari e dall’orario dell’intervento. Chiamaci o mandaci un messaggio su WhatsApp con una foto del problema: ti spieghiamo come procedere prima di intervenire.
Gli interventi che capitano più spesso:
- Wallbox monofase
- Installazione con linea dedicata vicino al quadro
- Linea lunga fino a un box condominiale
- Sensore per la gestione dinamica della potenza
- Nuova fornitura dedicata
Trovi più dettagli nella pagina impianto elettrico.
Domande frequenti
Posso ricaricare l’auto dalla presa normale?
In emergenza e occasionalmente sì, su una presa in ottimo stato e adatta al carico. Per l’uso quotidiano è consigliata una wallbox su linea dedicata.
Devo per forza aumentare la potenza del contatore?
Non sempre. Con la gestione dinamica della potenza e la ricarica notturna, molte famiglie mantengono il contratto esistente.
In condominio serve il permesso per installare la wallbox nel mio box?
L’installazione va comunicata all’amministratore e deve rispettare regole di sicurezza e modalità previste, soprattutto se i cavi attraversano spazi comuni.
Wallbox monofase o trifase?
Dipende dalla fornitura di casa e dall’auto. Per la maggior parte delle case la monofase è sufficiente.
Quanto tempo serve per ricaricare?
Dipende da potenza, auto e batteria: con potenze domestiche, una notte è di solito sufficiente per l’uso quotidiano.
Serve la dichiarazione di conformità?
Sì: la nuova linea e l’installazione della wallbox sono lavori sull’impianto elettrico che l’impresa abilitata deve documentare.
Servizi collegati a questa guida
Altre guide utili
- Consumi di elettricità aumentati senza motivo: dispersioni, guasti e letture
- Il contatore gira ma non uso niente: cosa significa
- Quando rifare l’impianto elettrico di casa
- Impianto elettrico di cantina e box: come farlo sicuro e a norma
- Fornitura trifase in casa: quando conviene davvero
- Dichiarazione di rispondenza: cos’è e quando serve
