Guida · Impianti elettrici

Quante prese servono in ogni stanza e dove metterle

Ciabatte dietro il divano, prolunghe che attraversano la camera, il caricabatterie che non arriva al comodino: quasi sempre il problema non sono gli apparecchi, ma prese poche o nel posto sbagliato. Quando si rifà l’impianto, prevedere il numero e la posizione giusti costa poco; dopo, ogni presa in più significa tracce e polvere. Ecco una guida pratica, stanza per stanza.

  • 7 minuti di lettura
  • Aggiornato il 14 settembre 2026
Silvano, tecnico di pronto intervento a Torino
SilvanoIl tuo tecnico di fiducia a Torino
Indice dei contenuti
  1. I livelli prestazionali: il minimo e il consigliato
  2. Il metodo: ragionare per zone d’uso
  3. Stanza per stanza
  4. Coordinarsi con chi progetta i mobili
  5. Pensare al futuro
  6. Prese per persone anziane o con disabilità
  7. Altezze e posizioni
  8. Prese USB, prese comandate e prese smart
  9. Prese e linee: non conta solo il numero
  10. Le prese nella casa in affitto
  11. Aggiungere prese senza rifare l’impianto
  12. Gli errori più comuni
  13. Le situazioni che vediamo più spesso
  14. Richiedere un preventivo
  15. Domande frequenti

Le norme sugli impianti elettrici delle abitazioni prevedono livelli prestazionali con un numero minimo di prese, punti luce e prese TV e dati per ambiente, in base alla superficie: il livello base è un minimo, non un obiettivo. In pratica conviene ragionare per zone d’uso: in soggiorno gruppi di prese vicino alla TV, ai divani e alle lampade; in cucina prese dedicate agli elettrodomestici e prese in più punti sopra il piano di lavoro; in camera almeno due prese per lato del letto, più la scrivania e l’eventuale TV; in bagno prese in posizione conforme alle regole di distanza dall’acqua. Meglio qualche presa in più che una ciabatta, e meglio gruppi di prese nei punti giusti che prese distribuite a caso lungo i muri.

Le prese sono l’interfaccia tra l’impianto e la vita quotidiana. Un tempo bastava una presa per stanza; oggi in un soggiorno ci sono TV, decoder, soundbar, router, console, lampade, caricabatterie, a volte un climatizzatore. Ogni presa che manca diventa una ciabatta, e ogni ciabatta un punto debole (ciabatte e prolunghe).

I livelli prestazionali: il minimo e il consigliato

Le norme sugli impianti elettrici delle abitazioni definiscono livelli prestazionali crescenti, dal livello base a livelli più evoluti, che stabiliscono per ogni ambiente un numero minimo di:

  • prese;
  • punti luce;
  • prese TV e dati;
  • a volte funzioni aggiuntive, come domotica e sistemi di sicurezza.

Il numero minimo cresce con la superficie della stanza. Il livello base garantisce un impianto corretto, ma spesso non basta alle esigenze reali: conviene usare le norme come punto di partenza e ragionare su come verrà usata ogni stanza (impianto elettrico dell’appartamento).

Il metodo: ragionare per zone d’uso

Invece di contare le prese per metro di parete, chiediti:

  1. Dove staranno i mobili e gli apparecchi?
  2. Quali apparecchi resteranno sempre collegati in quel punto?
  3. Quali si collegano ogni tanto: aspirapolvere, ferro da stiro, caricabatterie?
  4. Cosa potrebbe cambiare tra qualche anno: un climatizzatore, una scrivania, una TV in camera?

Poi prevedi gruppi di prese nei punti d’uso, con una o due prese di scorta.

Stanza per stanza

Soggiorno

  • Zona TV: un gruppo di prese generoso per TV, decoder, soundbar, console, router, con presa TV e presa dati.
  • Divani e poltrone: prese per lampade da terra e caricabatterie.
  • Altre pareti: almeno una presa per l’aspirapolvere e usi occasionali.
  • Climatizzatore: punto dedicato, se previsto (il condizionatore fa saltare la corrente).

Cucina

  • Prese dedicate per gli elettrodomestici da incasso: forno, lavastoviglie, frigorifero, microonde.
  • Linea dedicata per il piano a induzione.
  • Prese sopra il piano di lavoro in più punti, lontane da lavello e fuochi.
  • Isola, se presente, con prese laterali o a scomparsa (impianto elettrico della cucina).

Camera da letto

  • Due prese per lato del letto: lampada, caricabatterie, sveglia, eventuali dispositivi medici.
  • Scrivania: un gruppo di prese e una presa dati, se si studia o si lavora.
  • Zona TV, se prevista.
  • Presa vicino alla porta o a un’altra parete, per l’aspirapolvere.

Cameretta

Come la camera, con qualche attenzione in più: prese con alveoli protetti, posizionate lontano dal lettino e dalla zona gioco dei più piccoli (sicurezza elettrica con i bambini).

Studio e postazione di lavoro

  • Gruppo di prese alla scrivania: computer, monitor, stampante, lampada, caricabatterie.
  • Presa dati per il collegamento via cavo (rete internet in casa).
  • Valuta un gruppo di continuità per computer e router.

Bagno

  • Prese per asciugacapelli, rasoio, spazzolino elettrico, eventualmente lavatrice.
  • Posizione conforme alle regole di distanza da vasca e doccia, con protezione differenziale.
  • Punto per scaldasalviette elettrico o aspiratore, se previsti (impianto elettrico in bagno).

Ingresso e corridoio

  • Almeno una presa per aspirapolvere e usi occasionali.
  • Presa per eventuali lampade di emergenza o luci notturne (lampade di emergenza).
  • Punto per router o access point, se in posizione centrale.

Balcone, terrazzo e giardino

  • Prese stagne, adatte all’esterno, protette da differenziale (impianto elettrico esterno).
  • Punti per luci esterne, irrigazione, piccoli attrezzi.

Box, cantina e lavanderia

  • Prese adatte all’ambiente, spesso umido o polveroso.
  • Punto per lavatrice e asciugatrice, se previste.
  • Valutazione di una linea per la ricarica dell’auto (wallbox nel box).

Coordinarsi con chi progetta i mobili

Le prese vanno decise insieme alla disposizione dei mobili: una presa perfetta sulla carta finisce spesso dietro un armadio o sotto un comodino alto. Prima di chiudere le tracce:

  • chiedi il disegno della disposizione dei mobili, con misure e altezze;
  • segna sul muro con il nastro la posizione di letto, scrivania, divano e TV;
  • verifica che le prese non restino dietro mobili fissi o testate del letto.

Pensare al futuro

  • Tubazioni vuote di scorta tra le stanze principali, per aggiungere cavi senza tracce.
  • Scatole in più, chiuse con placche cieche, dove potrebbero servire prese.
  • Predisposizioni per climatizzatori, allarme, videocitofono, tende motorizzate.
  • Linea per la ricarica dell’auto o per una pompa di calore, anche se oggi non servono.

Prese per persone anziane o con disabilità

  • Prese un po’ più alte rispetto al pavimento, per non doversi chinare.
  • Prese vicino al letto per dispositivi medici e ausili.
  • Interruttori e prese con segnalazione luminosa, facili da trovare di notte.
  • Nessun cavo a terra lungo i percorsi, per evitare cadute (sicurezza in casa per gli anziani).

Altezze e posizioni

  • Prese a zoccolo, vicino al pavimento: per apparecchi fissi e usi occasionali.
  • Prese all’altezza dei piani: comodini, scrivanie, piani di lavoro.
  • Prese alte: TV a parete, climatizzatori, cappe.
  • Nelle case con persone anziane o con difficoltà motorie, prese un po’ più alte evitano di chinarsi.

Prese USB, prese comandate e prese smart

  • Prese con USB: riducono i caricabatterie in giro; scegli modelli di qualità.
  • Prese comandate da un interruttore: utili per lampade da terra accese dall’ingresso della stanza.
  • Prese smart: comode per programmare e controllare i consumi (prese intelligenti e timer).

Prese e linee: non conta solo il numero

Molte prese sulla stessa linea possono sovraccaricarla se si collegano insieme apparecchi potenti. Per questo, oltre al numero, conta la suddivisione dell’impianto in più linee, con protezioni adeguate: prese generali, cucina, bagno, climatizzatori, esterni (magnetotermico e differenziale).

Le prese nella casa in affitto

Chi vive in affitto spesso non può aggiungere prese. In questi casi, meglio poche ciabatte di qualità, con interruttore e protezione, collegate a prese in buono stato e mai in cascata, che una rete di prolunghe. Se le prese sono davvero insufficienti o danneggiate, conviene segnalarlo al proprietario: aggiungere una presa derivata è un intervento contenuto.

Aggiungere prese senza rifare l’impianto

Se le prese non bastano e non si vuole rifare tutto:

  • derivazioni da prese esistenti, se la linea lo consente, con tracce brevi;
  • canaline discrete lungo battiscopa e cornici;
  • battiscopa con canalizzazione integrata;
  • torrette e prese a pavimento, dove previste.

Ogni aggiunta va valutata da un elettricista: una presa in più sulla linea sbagliata può creare più problemi di quanti ne risolva (installare una presa nuova).

Gli errori più comuni

  • Prese dietro i mobili, irraggiungibili.
  • Una sola presa accanto al letto.
  • Prese della TV insufficienti.
  • Nessuna presa sopra il piano di lavoro della cucina, o tutte in un angolo.
  • Prese troppo vicine alla doccia o al lavandino.
  • Nessuna presa esterna sul balcone.
  • Tutto su una sola linea.

Le situazioni che vediamo più spesso

Il soggiorno delle ciabatte. Tre ciabatte in cascata dietro il mobile TV. Nuovo gruppo di prese con presa dati e linea verificata.

La camera senza prese al letto. Prolunga sotto il letto per lampada e caricabatterie. Due prese per lato del letto, derivate da quelle esistenti con tracce brevi.

La cucina ristrutturata. Cucina nuova progettata con il mobiliere: prese dedicate, piano di lavoro con prese distribuite e linea per l’induzione.

Il balcone senza presa. Prolunga dalla cucina per il barbecue elettrico e le luci estive. Presa stagna protetta sul balcone.

Richiedere un preventivo

Per capire quale intervento serve nel tuo caso, la strada più rapida è una telefonata o un messaggio su WhatsApp: con qualche foto il tecnico inquadra subito la situazione e ti propone la soluzione più adatta.

Le lavorazioni più frequenti:

  • Nuova presa derivata da una esistente
  • Sostituzione di una presa
  • Presa stagna esterna
  • Nuova linea dedicata dal quadro
  • Rifacimento dell’impianto elettrico

Approfondisci: rifacimento impianto.

Domande frequenti

Esiste un numero minimo di prese per stanza?

Sì: le norme sugli impianti delle abitazioni prevedono livelli prestazionali con un numero minimo di prese per ambiente, in base alla superficie. Il minimo, però, spesso non basta.

Meglio prese singole o gruppi di prese?

Gruppi di prese nei punti d’uso, come zona TV, comodini e scrivania, sono più utili di prese sparse lungo le pareti.

Posso aggiungere prese da solo?

Aggiungere prese è un intervento sull’impianto: va eseguito da un’impresa abilitata, che verifica anche la linea.

Le prese USB sono sicure?

Sì, se di qualità e installate correttamente.

Quante prese servono in cucina?

Dipende dagli elettrodomestici: prese dedicate per gli apparecchi fissi e prese in più punti sopra il piano di lavoro per quelli di uso quotidiano.

In bagno dove posso mettere le prese?

Nelle posizioni ammesse dalle regole per i locali da bagno, rispettando le distanze da vasca e doccia e con protezione differenziale.

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