Guida · Consigli per la casa

Case d’epoca a Torino: gli impianti da conoscere e da controllare

Soffitti alti, pavimenti in graniglia, balconi in pietra e cortili interni: gli appartamenti nei palazzi storici di Torino hanno un fascino che le costruzioni recenti difficilmente eguagliano. Dietro i muri, però, convivono spesso impianti di epoche diverse, rifatti a pezzi nel corso dei decenni. Conoscerne i punti deboli aiuta a comprare, affittare e ristrutturare senza sorprese.

  • 8 minuti di lettura
  • Aggiornato il 13 settembre 2026
Silvano, tecnico di pronto intervento a Torino
SilvanoIl tuo tecnico di fiducia a Torino
Indice dei contenuti
  1. L’impianto idrico
  2. Gli scarichi
  3. L’impianto elettrico
  4. Il riscaldamento
  5. Porte, portoni e serrature
  6. Umidità, condensa e cantine
  7. Le tipologie più comuni, e cosa controllare
  8. Prima di comprare o affittare: la checklist
  9. Ristrutturare per gradi: le priorità
  10. Le situazioni che vediamo più spesso
  11. Preventivo: come funziona
  12. Domande frequenti

Nelle case d’epoca di Torino i problemi più frequenti sono le tubazioni dell’acqua in ferro zincato e, più raramente, tratti in piombo; colonne di scarico datate, con raccordi e pendenze che risentono degli anni; pluviali incassati nei muri; impianti elettrici senza messa a terra, con cavi vecchi e quadri insufficienti; riscaldamento centralizzato con radiatori in ghisa da bilanciare; porte d’ingresso e serrature non all’altezza degli standard attuali. Prima di acquistare o ristrutturare conviene un sopralluogo tecnico degli impianti; molti interventi si possono fare per gradi, coordinandoli con i lavori del condominio.

Torino ha un patrimonio edilizio storico vastissimo. Nel Centro, a Crocetta, San Salvario, Vanchiglia, Borgo Po, Cit Turin e San Donato si trovano palazzi dell’Ottocento e del primo Novecento, molti in stile liberty; tra Aurora, Borgo Dora, Barriera di Milano e Borgo San Paolo sono numerose le case di ringhiera e i condomini popolari costruiti nella prima metà del secolo scorso.

Molti di questi edifici hanno avuto una storia impiantistica stratificata: l’acqua corrente e i bagni interni sono arrivati in momenti diversi, l’impianto elettrico è stato ampliato più volte, le stufe hanno lasciato il posto al riscaldamento centralizzato. Il risultato è che nello stesso appartamento possono convivere un bagno rifatto da poco e tubazioni di cinquant’anni prima.

L’impianto idrico

Tubazioni in ferro zincato

Per buona parte del Novecento le tubazioni dell’acqua sono state realizzate in ferro zincato. Con i decenni si incrostano e si corrodono dall’interno: la pressione cala, l’acqua esce rugginosa dopo giorni di inutilizzo e compaiono perdite puntiformi nei raccordi filettati (tubi in ferro zincato).

Tratti in piombo

Più rari, ma possibili negli allacciamenti e nelle cantine degli stabili mai ristrutturati. Vale la pena saperli riconoscere (tubazioni in piombo).

Pressione ai piani alti

Negli stabili con colonne montanti vecchie e incrostate, ai piani alti la pressione può diventare scarsa quando più appartamenti usano l’acqua contemporaneamente (pressione dell’acqua bassa).

Contatori e rubinetti generali

In molti palazzi i contatori sono raggruppati in cantina o in un locale comune, con rubinetti generali vecchi e difficili da manovrare. Sapere dove si trovano, e verificare che funzionino, fa la differenza il giorno di una perdita (come chiudere l’acqua in casa).

Gli scarichi

  • Colonne in ghisa: robuste, ma con il tempo si incrostano all’interno e possono fessurarsi, soprattutto in corrispondenza dei raccordi.
  • Tubazioni in fibrocemento: in alcuni edifici, colonne e canne sono in fibrocemento che può contenere amianto. Se integre non vanno toccate; non si forano, non si tagliano e non si rimuovono senza le procedure previste e ditte abilitate.
  • Pendenze scarse e percorsi lunghi nei bagni ricavati in spazi nati per altro, come ex ripostigli o balconi chiusi.
  • Bagni ex ballatoio delle case di ringhiera, trasformati in bagni interni con scarichi adattati.
  • Pluviali incassati nei muri, che quando si fessurano bagnano le pareti dall’interno (acqua in casa dopo un temporale).
  • Cortili con reti di scarico e pozzetti comuni da pulire periodicamente (pozzetto in cortile otturato).

L’impianto elettrico

Gli impianti delle case d’epoca raccontano spesso decenni di aggiunte. Le situazioni che troviamo più spesso:

  • Messa a terra assente o presente solo in alcune stanze (messa a terra).
  • Cavi datati, con isolamento indurito e crepato; negli impianti più antichi, a volte, conduttori con rivestimenti non più in uso.
  • Linee aggiunte nel tempo con canaline a vista e derivazioni improvvisate.
  • Quadro con un solo interruttore, senza differenziale o con protezioni superate (quadro elettrico vecchio).
  • Poche prese per stanza, con ciabatte e prolunghe a compensare.
  • Potenza insufficiente per piano a induzione, climatizzatori e pompe di calore (piano a induzione).
  • Documentazione assente: per gli impianti realizzati prima dell’obbligo delle dichiarazioni di conformità si può ricorrere, nei casi previsti, alla dichiarazione di rispondenza (dichiarazione di rispondenza).

Volte, stucchi e muri spessi

Rifare l’impianto elettrico in un appartamento con soffitti a volta, decorazioni o stucchi richiede soluzioni che rispettino le finiture: percorsi a pavimento, battiscopa canalizzati, tracce ridotte al minimo nei punti meno delicati. I muri in mattoni pieni, spesso molto spessi, rendono le tracce più faticose, e sulle murature portanti vanno evitati indebolimenti (rifare l’impianto senza tracce).

Il riscaldamento

  • Impianti centralizzati con radiatori in ghisa, ottimi accumulatori di calore ma soggetti a depositi e squilibri tra piani e appartamenti. Negli impianti centralizzati sono state introdotte, dove tecnicamente possibile, valvole termostatiche e contabilizzazione del calore (valvole termostatiche).
  • Radiatori freddi in basso per fanghi accumulati in decenni di funzionamento (lavaggio dell’impianto).
  • Caldaie autonome installate in un secondo momento, con scarichi dei fumi e canne fumarie da verificare con attenzione (monossido di carbonio).

Porte, portoni e serrature

  • Porte d’ingresso in legno originali, belle ma spesso poco resistenti (porta d’ingresso in legno).
  • Serrature a doppia mappa datate (doppia mappa o cilindro europeo).
  • Portoni condominiali pesanti, con chiudiporta ed elettroserrature sottoposte a un uso intensissimo (come regolare il chiudiporta).
  • Finestre in legno con persiane e inferriate storiche ai piani bassi (inferriate alle finestre).
  • Vincoli e decoro: negli edifici di pregio o tutelati, le modifiche all’aspetto di portoni, facciate e infissi possono richiedere autorizzazioni e devono rispettare il regolamento condominiale.

Umidità, condensa e cantine

  • Cantine umide, con muri contro terra e aperture di aerazione da mantenere libere.
  • Piani terra con macchie nella parte bassa dei muri, da distinguere tra umidità di risalita e perdite.
  • Condensa nelle stanze con soffitti alti, pareti fredde e finestre con vetri singoli (macchie sul soffitto: perdita o condensa).

Le tipologie più comuni, e cosa controllare

TipologiaDove si trova spessoPunti da controllare
Palazzo signorile dell’OttocentoCentro, San Salvario, Borgo PoColonne di scarico, volte e decorazioni, riscaldamento centralizzato, portone
Palazzina liberty del primo NovecentoCrocetta, Cit Turin, San DonatoFerro zincato, impianto elettrico rifatto a pezzi, porta d’ingresso originale
Casa di ringhieraAurora, Borgo Dora, Vanchiglia, Barriera di MilanoBagni ricavati, scarichi adattati, linee elettriche aggiunte
Condominio popolareBorgo San Paolo, Barriera di MilanoColonne e tubazioni originali, quadri insufficienti, cantine umide

È una semplificazione: in ogni quartiere convivono edifici di epoche diverse, e molti sono stati ristrutturati a fondo. Trovi le pagine dedicate ai quartieri, per esempio idraulico a San Salvario, elettricista a Crocetta e fabbro in Centro.

Prima di comprare o affittare: la checklist

  1. Materiale ed età delle tubazioni visibili, sotto i lavelli e in cantina.
  2. Stato delle colonne di scarico e lavori già eseguiti o deliberati dal condominio: i verbali di assemblea sono una miniera di informazioni.
  3. Quadro elettrico: presenza del differenziale, numero di linee.
  4. Messa a terra e prese con contatto di terra.
  5. Documentazione degli impianti: dichiarazioni di conformità o di rispondenza.
  6. Potenza del contatore.
  7. Riscaldamento: autonomo o centralizzato, contabilizzazione, spese annuali.
  8. Porta d’ingresso e serratura.
  9. Segni di infiltrazioni su soffitti, pareti e in cantina.
  10. Lavori straordinari in programma, come facciata, tetto o colonne.

Per approfondire: comprare casa usata: impianti da controllare e casa in affitto: cosa controllare all’ingresso.

Ristrutturare per gradi: le priorità

Non sempre è possibile rifare tutto subito. Un ordine ragionevole:

  1. Sicurezza elettrica: differenziale, messa a terra, quadro, linee sovraccariche (quando rifare l’impianto elettrico).
  2. Gas e fumi: caldaie, scaldabagni, canne fumarie, ventilazione.
  3. Tubazioni e scarichi di bagno e cucina, prima di posare pavimenti e rivestimenti nuovi.
  4. Porta d’ingresso, serratura e protezioni dei piani bassi.
  5. Comfort ed efficienza: riscaldamento, infissi, illuminazione.

E soprattutto: coordinarsi con il condominio. Rifare il bagno e scoprire due anni dopo che l’assemblea ha deliberato la sostituzione delle colonne significa riaprire muri appena piastrellati.

Le situazioni che vediamo più spesso

Il bagno nuovo e la colonna vecchia. Appartamento a San Salvario, bagno rifatto da un anno. Infiltrazione nel soffitto del vicino: il raccordo tra il nuovo scarico e la vecchia colonna in ghisa si era fessurato. Riapertura di una parte del rivestimento e sostituzione del tratto di colonna, questa volta coordinata con l’amministratore.

La casa di ringhiera con tre impianti. Alloggio in Aurora con tre generazioni di impianto elettrico: una stanza con terra, due senza, la cucina su una linea sovraccarica. Nuovo quadro con differenziali e rifacimento graduale, stanza per stanza.

Le volte decorate. Appartamento in Centro con soffitti a volta decorati. Rifacimento dell’impianto elettrico con percorsi a pavimento e battiscopa canalizzati, senza toccare le decorazioni.

La porta originale. Palazzina liberty a Crocetta, porta d’ingresso in legno di inizio Novecento. Rinforzo della porta e nuovo cilindro con defender, mantenendo l’aspetto originale verso il pianerottolo.

Preventivo: come funziona

Il costo dipende da cosa trova il tecnico, dai materiali necessari e dall’orario dell’intervento. Chiamaci o mandaci un messaggio su WhatsApp con una foto del problema: ti spieghiamo come procedere prima di intervenire.

Tra i lavori che eseguiamo più spesso per questo problema:

  • Sopralluogo tecnico degli impianti prima dell’acquisto
  • Verifica dell’impianto elettrico con misure e relazione
  • Nuovo quadro elettrico con differenziali
  • Rifacimento dell’impianto elettrico
  • Sostituzione delle tubazioni dell’acqua di un bagno
  • Dichiarazione di rispondenza

Per approfondire il servizio: impianto idraulico.

Domande frequenti

Una casa d’epoca ha sempre impianti da rifare?

No. Molti appartamenti sono stati ristrutturati a fondo. Conta verificare cosa è stato rifatto, quando e con quale documentazione.

Posso rifare l’impianto elettrico senza rovinare volte e decorazioni?

Sì, con percorsi alternativi: a pavimento, nei battiscopa, lungo le cornici. Richiede più progettazione, ma è una pratica comune.

Chi paga la sostituzione delle colonne di scarico?

Le colonne sono parti comuni: la spesa è condominiale. I tratti che collegano la colonna ai sanitari del singolo appartamento sono in genere a carico del proprietario.

Il fibrocemento delle vecchie colonne è pericoloso?

Se è integro e non viene manomesso, il rischio è contenuto. Non va però forato, tagliato o rimosso in modo improvvisato: servono valutazioni tecniche e, per la rimozione, ditte abilitate.

Posso staccarmi dal riscaldamento centralizzato?

Il codice civile consente il distacco a determinate condizioni, cioè senza squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini, che vanno dimostrati. Si continuano a pagare alcune spese dell’impianto comune. Meglio farsi assistere da un tecnico.

Per vendere serve la dichiarazione di conformità degli impianti?

In generale non è obbligatoria per la vendita, ma è un documento molto utile. Nel rogito le parti regolano le garanzie sugli impianti.

Servizi collegati a questa guida

Altre guide utili

Chiama oraWhatsApp